Rassegna storica del Risorgimento
TOSCANA ; PAOLI GIOVANNI ; GUERRA 1848-1849
anno
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1934
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pagina
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1071
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Giovanni Paoli volontario toscano del 1848 1071
Volontari italiani, o meglio fratelli italiani, io mi congratulo con voi perchè andate a compiere l'opera la più santa che in 18 secoli sia stata posta ad effetto, l'opera della rigenerazione italiana. Andate dunque animosi a comhattere sui piani lombardi, né vi disanimino alcune perdite cui siamo andati soggetti nel Friuli. Io posso accertarvi che Pio IX è Italiano quanto noi e pensa e provvede a tutti i bisogni della nostra patria comune. Ne sia prova il ministero Mamiami da lui eletto, composto di uomini eminentemente italiani. Amate dunque il gran Pio e abbiate fiducia in lui. Io vi raccomando l'unione e la concordia, senza di che l'opera vostra non riuscirebbe né felice né completa. Sapete voi perchè il nemico ha potuto avvantaggiarsi nelle operazioni di guerra eseguite nel Veneto? Perchè i Veneziani non sono stati uniti. Rinunciate dunque, ve ne prego, ai privati risentimenti, e soprattutto sacrificate alla patria, non dico la vita, che questo sarebbe troppo debol sacrifizio ai generosi come voi, ma le opinioni stesse che non fossero adatte ai bisogni dei tempi e non servissero che a creare delle divisioni e delle scissure. Io mi auguro fortunato di avere avuto nel mio viaggio questo incontro felice, vi ringrazio delle dimostrazioni di affetto che mi porgete; ma io sono troppo poca cosa, perchè dobbiate pronunziare con tanto entusiasmo il mio nome. Dite sempre piuttosto : Viva l'Italia. Io non posso mostrarvi quanto l'animo mio sia ardente, perchè non corrisponde la mia voce all'interna fiamma. Io sono stanco; la mia voce è fioca, e non posso continuare a porgervi la parola; sicché finirò d'intrattenervi gridando: Viva l'Italia, viva la sua indipendenza, viva l'esercito italiano!
Io ero presso Gioberti quand'egli parlava dalla finestra; io gli ho baciato le mani ed ho pianto. H discorso è presso a poco quello da me riportato, meno piccole cose che saprei anco correggere se avessi tempo di ricopiare questa lettera. Io ho parlato con lui poche parole; ma, dico il vero, sempre commosso, non potendo persuadermi di avere avuto tanto onore di vedere e parlare con un uomo tanto grande e tanto italiano! .
Che il discorso del Gioberti, così riassunto dal Paoli e intessuto in buona parte di luoghi comuni, ci sembri piuttosto scialbo, è naturale; ma pronunciato da quell'uomo, in quel momento, e ravvivato dalla forma smagliante di cui l'oratore avrà saputo rivestire il suo pensiero, si comprende come dovesse commuovere ed esaltare quelli che lo ascoltavano, e spingere il buon Paoli a baciare piangendo la mano del grand'uomo. E chissà che fragorosi applausi avranno echeggiato fra le umili case che cingevano la piazza del villaggio.