Rassegna storica del Risorgimento
TOSCANA ; PAOLI GIOVANNI ; GUERRA 1848-1849
anno
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1934
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pagina
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1073
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Giovanili Paoli volontario toscano del 1848 1073
farabutti, partiti col proposito più o meno deliberato di far del chiasso e di pescar nel torbido; gentaglia che sciupava senza riguardo il corredo militare, e, nei paesi attraversati, s'abbandonava ad ogni sorta di eccessi. Ci voleva Garibaldi, col suo fascino personale e col suo genio militare, per tenere in freno e guidare al fuoco gente di tal fatta.
Non ci mera vigileremo dunque di apprendere dalle lettere del Paoli come non pochi indegni si trovassero tra le file dei suoi commilitoni, tanto che era stato necessario arrestarne o degradarne parecchi anche prima di giungere a Modena; né ci stupiremo di sentirgli dire che i volontari toscani, i quali da principio erano stati accolti dovunque con gran festa, avevano finito per diventare odiosi a tutti, cosicché a Modena, dove si fermarono per riordinarsi, la popolazione che li aveva ricevuti a suon di musica e con applausi, dopo pochi giorni, non vedeva l'ora che se ne andassero. È naturale dunque che il Paoli provasse sdegno e ribrezzo di trovarsi in loro compagnia. E tanto più si vergognava quando li confrontava coi soldati piemontesi che presidiavano allora Modena. Questi erano uomini ben formati, fisonomie aperte, sincere, ma serie e marziali; cortesi, educati, rispettosi, senza vizi. In genere non si vedono uè fumare, ne andare a bettole, né in altri luoghi... Edificano per la loro condotta disciplinata .
Ma c'era poi anche un altro guaio che all'anima delicata del Paoli era gravoso da sopportare non meno della cattiva condotta dei compagni d'armi. Al comando dei volontari lucchesi c'era un tal Giri-lardi, ufficiale in disponibilità che ebbe il titolo di capitano per accompagnare i volontari lucchesi al campo , ma che, non contento del titolo di capitano e neppure di quello di maggiore che gli veniva dato comunemente, pretendeva d'essere chiamato colonnello, e si dava arie di gran sciabolatore . Peccatucci di vanità, se si vuole, ma che alla lunga indispongono il prossimo e che, di solito, sono anche fratelli di altri peccati meno veniali. Infatti il Ghilardi era, a quanto dice il Paoli, un vizioso scialacquatore; trovandosi a corto di quattrini, non esitava a chiederne ai suoi dipendenti, come, per esempio, al sergente maggiore della compagnia del Paoli. Il quale, nauseato da queste e da altre pecche, scriveva: ce Per tutto ci fa sfigurare; io sono talmente disgustato che, se Boi dicessero di scegliere tra la morto e questo stato, sceglierei la prima .
Perciò, quando la colonna dei Toscani fu sulle mosse per ripartire da Modena, il Paoli, volendo prender tempo per escogitare il modo di sottrarsi dalle dipendenze di quel bel tomo, pretestò una indisposizione, e non si mosse. Ma poi, tre giorni dopo, pensando che