Rassegna storica del Risorgimento

TOSCANA ; PAOLI GIOVANNI ; GUERRA 1848-1849
anno <1934>   pagina <1075>
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Giovanni Paoli volontario toscano del 1848 1075
ciurma di commilitoni che lo aveva già disgustato. Io andavo volen­tieri avanti con dei galantuomini, con truppe regolari. Io non sono disposto a far la figura di brigante, e ad essere odiato quanto un tedesco. Io intendeva di battermi contro i tedeschi, non già di stare in continua guerra coi nostri . A ciò si aggiunga la quistione finan­ziaria. Rinunziare al grado voleva dire contentarsi della ce paghetta di soldato . Ora, finche egli era a Lucca, aveva provveduto ai bisogni della famigliola coi proventi della professione; partendo pel campo, aveva lasciato alla moglie certi credituccì da riscuotere, e poi, durante la marcia, le aveva mandato ciò che gli era stato possibile di rispar­miare sullo stipendio di capitano. E cosi a Lucca tiravano avanti. Ma da soldato non avrebbe potuto mandar più niente. D'altra parte non si continuava a parlare di trattative di pace? E quel tacere del can­none non pareva confermar la notizia? La conclusione fu che, seguendo l'esempio della maggior parte dei suoi compagni d'arme, chiese ed ottenne anch'egli il suo congedo dal generale Laugier. Rassegnò i conti della compagnia, e se ne andò. H 14 luglio era a Brescia, e di qui, per Milano, Genova e Livorno, tornava a Lucca, munito di un bel foglio di via nel quale, sopra la intestazione Comando di Piazza di Brescia era stampato un bel W. L'Unità, e a destra e a sinistra W. Pio Nono, e W. VItalia.
A casa chissà con che gioia l'avrà accolto la buona Annetta, e chissà che festa gli avranno fatto i suoi due bimbi, ai quali avrà portato senza dubbio i regalucci promessi prima di partire, a patto che fossero buoni e ubbidissero alla mamma. L'Angelino avrà quindi avuto il fucilino e la sciabolina, e l'Edvigina quel misterioso non so che, promessole in una lettera da Firenze: ce Una cosa, lo so io poi; la devi indovinare . Ma sarà poi stata una bambola.
Se non che immagino che la letizia del ritorno si sarà mutata ben presto per il Paoli in un senso di tristezza, quando, poco tempo dopo, si fu certi che la pace non si sarebbe fatta, e che invece rico­minciavano le ostilità; e la tristezza dev'essere divenuta anche più grande, quando gianserò le (notizie dei rovesci delle armi italiane e tutto il bel sogno di indipendenza nazionale crollò miseramente.
Nei tristi anni che seguirono, il Paoli tenne sempre fede ai suoi ideali patriottici, tantoché si attirò delle inimicizie nell'ambiente con-