Rassegna storica del Risorgimento
TOSCANA ; PAOLI GIOVANNI ; GUERRA 1848-1849
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1934
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1077
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Giovanni Paoli volontario toscano del 1848 1077
dal Granduca. Della guerra buone nuove; oggi si aspetta la notizia della presa di Verona per parte dei Piemontesi. Così i tedeschi vanno di giorno in giorno per-dendo terreno, e quello che è meglio, presa Verona, non ne possono più venire in Italia per la via del Tirolo. Io sto benissimo, mi è perfino cessato affatto quell'incomodo che accusavo a Lucca. Ma sudo, tra per il camminare e per le continue faccende. L'aw. Ghilarducci, se è uomo d'onore, come lo ritengo, deve averti dato il denaro che sai, avendomelo promesso a Pisa. In questo momento e venuto nel quartiere dove sono a scrivere, Sandrino, ed è meco e ti saluta, anco a nome di Gegia. Scrivemi mettendo la lettera nella buca per Firenze; sul sopra scritto metterai: Capitano de* volontari lucchesi. U nostro magg. Ghilardi quest'oggi è a letto risentito, ma sarà cosa leggera. Cecco sta benissimo e si porta benissimo, dimani anderemo insieme a desinare da Gegia, dove siamo stati invitati. II Marchetti è sergente ; lo farai sapere alla Paladini. Questi fratini del Carmine ci ricolmano di gentilezze: cioccolate, pipporini, rosolini, abitini. Scrivemi le nuove del pappa. Per carità, state di buon animo tutti. Non dico altro, ma le lagrime sarebbero gettate. Mi vedessi a Firenze, non piangereste di certo. È vero che dormo poco, ma la vita, attiva è quella che mi si confà. Bene come ora non sono mai stato; spero che questa vita mi darà moh'anni di più, perchè io non ero nato per fare il mogio e ripetere tutti i giorni le stesse operazioni. Una vita variata, e anco strapazzata, è proprio la mia. Poi ti basti che mi è cessato un riscaldainente che tu sai che avevo, col riscaldarmi. Vedo che il cremor di tartaro lo posso buttar via. Tutti i miei volontari stanno bene, eccetto Maurizio che ha un poco di dolor di gola ed è a letto; ma è cosa leggerissima. Tanti baci ai miei cari bambini. Dirai ad Angelino che ho veduto tanti fucilini e tante sciaboline, e che quando torno glie ne porterò; alla mia Edvigina raccomando che scriva; poi quando torno le porterò una cosa, lo so io poi, la deve indovinare. Povera Annetta, quanto sei buona! Lo ricorderò sempre. Passeggia, e stai allegra come sto io. Saluta il Chicca. Se il Ghilardini paga o ha pagato, tu manda sùbito dal Romani per pagare lo scotto. Il Giusti Giovannino non deve avere nulla, perchè ci siamo combinati a Lucca, anzi ti darà qualche cosa. Scrivemi le nuove di Lucca. Addio addio; in dieci minuti mi pare di avere scritto assai. Sono il tuo
a fi. marito Alla Sig. G. Paoli
Sig. Annetta Paoli
Via della SS. Annunziata [senza timbro postale]
Lucca
ni.
CariflB. moglie, Firenze, 18 giugno 1848.
Finalmente son in casa di Gegia e scrivo la presente. È domenica, e pranzo con Gegia e con Sandrino e Cecco. Gegia mi dice che tu faccia una gita a Firenze coi bimbi, per trattenerti qualche giorno stando alla meglio. Se lo vuoi fare, ti lascio in libertà di farlo. Ti gioverebbe alla salute e però ne sarei lieto. Vedresti una bella città. Io sto benissimo; il giorno della partenza di qui non è fissato; dicono mercordi, ma non si sa nulla di certo.