Rassegna storica del Risorgimento
TOSCANA ; PAOLI GIOVANNI ; GUERRA 1848-1849
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1934
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Egidio Bellorini
timcnti, e soprattutto sacrificate alla patria, non dico la vita che questo sarebbe troppo debol sacrifizio ai generosi come voi, ma le opinioni stesse che non fossero adatto ai bisogni dei tempi e non servissero che a creare delle divisioni e delle scissure. Io mi auguro fortunato di avere avuto nel mio viaggio questo incontro felice, vi ringrazio dello dimostrazioni di affetto che mi porgete; ma io sono troppo poca cosa, perchè dobbiate pronunziare con tanto entusiasmo il mio nome. Dite sempre piuttosto: Viva l'Italia. Io non posso mostrarvi quanto l'animo mio sia ardente, perchè non corrisponde la mia voce all'interna fiamma. Io sono stanco; la mia voce è fioca, e non posso continuare a porgervi la parola. Sicché finirò d'intrattenervi gridando: Viva l'Italia, viva la sua indipendenza, viva l'esercito italiano! .
Io era presso di Gioberti quando egli parlava dalla finestra; io gli ho baciato le mani ed ho pianto. U discorso è presso a poco quello da me riportato, meno piccole cose che saprei anco correggere se avessi tempo di ricopiare questa lettera. Io ho parlato con lui poche parole; ma, dico il vero, sempre commosso, non potendo persuadermi di avere avuto tanto onore di vedere e parlare con uomo tanto grande e tanto italiano. Non ti lasciare ingannare da false voci che circolano anco qua. Le cose va mino bene, credilo pure, io non t'inganno; credi che sarai contenta, te lo accerto. Tanti saluti a tutti di casa mia: bimbi, pappa, Mariuccia. Altri al Chicca. Avrai ricevuto L. 4 che lasciai a Sandrino. Scriverai se tu abbia riscosso denari. Addio.
tuo marito Alla Sig. G. Paoli
Sig. Annetta Paoli
Via della SS. Annunziata [senza timbro postale]
Lucca
vn.
Cariss.' Annetta, Bologna, 26 giugno 1848.
Ier l'altro a sera pernottammo a un miglio da questa città; ieri facemmo ingresso al mattino. Siamo stati assai bene ricevuti; certo meglio che a Firenze. La sera del nostro arrivo fuori di Bologna un signore ricoverò la nostra truppa e subito mise a disposizione de' militi una botte di vino. Noi fummo trattati di una magnifica cena. Ho baciato mio fratello che sta bene ed ha molto giudizio. Egli è buono, affezionato e non pensa che a fare il suo dovere. Da tutti sento dire cosi, ed io mi sento commosso. Ieri desinai con lui, colla Nina e sne bimbe in casa sua, via S. Mammolo. La bimba grande è bellina quanto quella di Gegia ed ha poi un senno superiore all'età sua. Qua non si vedono che soldati di tutte le razze. Sono qua raccolti quasi tutti i soldati di Durando, circa ottomila; tutti ì corpi franchi che si trovavano in Treviso, e di più un corpo di emigrati polacchi, e l'avanguardia di un corpo franco turco che va in Lombardia in favore di Pio Nono. Notizie nessune. La guerra sarà lunga; ora i tedeschi hanno avuto qualche vantaggio, ma comprato a prezzo assai caro. È certo che sotto Vicenza ne perirono 6000 e che gli Svizzeri e i gendarmi del Papa hanno operato prodigi di valore.