Rassegna storica del Risorgimento
ABRUZZO ; 1848-1849 ; PENNE
anno
<
1934
>
pagina
<
1093
>
Penne nel 1848 e nel 1849
1093
tato al Parlamento, reduce da poco dall'esilio di Corfù, i suoi nipoti Antonio e Clemente e il detto Bucchianica. Domenico De Caesaris era tato uno dei 64 firmatari della protesta, redatta da Pasquale Stanislao Mancini, contro l'inaudita infamia della violenza dell'aggressione delle armi regie nelle persone inviolabili dei suoi componenti . Il nipote Antonio aveva combattuto al Largo della Carità sulle barricate, contro le reali truppe: il Bncchianica, tornato in patria, se ne vantava liberamente.
e Alla notizia di ciò che era accaduto a Napoli in quel giorno, l'indignazione fu generale nelle provincie: ma i Comitati non furono dapertutto attivi. S'ebbero qui tradimenti, là reazioni vincitrici. Mariano d'Ayala, mandato negli Abruzzi dal Comitato centrale di Napoli, preferì l'aspettare al sollevare e, pur rimanendo liberale e libero, venne meno alla missione di rivoluzionario (9).
A Penne, a Teramo e altrove, le cose andarono altrimenti: sì preferì al quietismo la lotta (10). I nostri a demagoghi o facinorosi erano così chiamati piuttosto che tacere, seguitavano a mostrarsi avversi al Governo, gridando contro i realisti e minacciandone la fine. Gridavano e agivano più di tutti Domenico Bncchianica e i suoi proseliti Tommaso Pilone e Tommaso de Fabritiis: particolarmente il primo diceva le parole più volgari e ingiuriose all'indirizzo del Re. Andavano continuamente armati di bastoni ce animati, di ferro . Un giorno coi fucili entrarono per una finestra nel quartiere della Guardia di P. S. per impossessarsi delle armi. Non basta: si mostravano notte e giorno alla testa di altri ce demagoghi di Penne, gridando : Viva l'Italia ! Giù i (sic) spioni I Viva la Repubblica francese! Viva la Repubblica romana! Morte ai (sic) spioni! . Vi fu chi sfregiò con minacce il ritratto del Vescovo Ric-ciardone, come un tempo era stato del ritratto del suo predecessore Mons. Franchi (11).
1*9) FKIIDINANJK) PETOUCCELM, La rivoluzióne di Napoli nel 1848. Nuova edizione, a cura di Francesco Torraca. Alhrighi, Segati e C, 1912.
(10) Per quel che accadde a Castellamare Adriatico, e in altri paesi del distretto di Penne: Pianella* Spoltore, Civitella Casanova, Bisanti, Jes'cosansone-sco. v. G. DE CAESARIS, Aspetti della storia abruzzese: Moti politici del 1848 e 1849, in Il Giornale d'Italia . Settima edizione, n. 86 0i 165, 1933.
(Jl) Queste notizie sono state tratte dall'Archivio provinciale di Teramo. 1/ultima, relativa al Vescovo Bicciardone (1818-1845)., non s'intende, se non ripensando a ciò che accadde nella rivolta del 1837, ma di cui tacciono i documenti, da me trascritti nell'Archivio di Stato di Napoli, e anche quelli, non è mollo, ivi portati dal Fondo di Casa reale , Sembra che i rivoltosi per riuscire a suo-