Rassegna storica del Risorgimento
ABRUZZO ; 1848-1849 ; PENNE
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1934
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1094
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1094 Giovanni De Caesaris
La cosa giunse a tal punto che la Polizia dovè intervenire e provvedere: ma agiva lentamente, quasi per stancare e irritare di più i rivoltosi e attenderli al peggio. E come sembrò che non se ne potesse più, Domenico Bucchianica e 1 compagni furono arrestati e condotti a Teramo pel giudizio. Le notìzie dei vari Stati italiani, del 1849, dovevano accrescere, non diminuire il disordine.
C'è di più. In questo anno era a Penne un Ispettore di Polizia, che, invece di reprimere queste insurrezioni, mostrava di non addar-sene, appunto perchè, essendo in certo modo bisognoso, trovava nei De Caesaris chi ne sollevava le condizioni. Ebbe di ciò sentore il Maresciallo di campo Salvatore Landi (12), che il 3 settembre ne scrisse da Àquila al Vescovo D'Alfonso, in questi termini:
Monsignore Re vano. In nome della popolazione mi son pervenuti ricorsi ce sulla condotta politica di cotesto Ispettore di polizia: specialmente si dice ch'egli sia in istretta relazione con la famiglia De Cesarìs da me ben conosciuta per C-sentimenti immorali e rivoluzionari... (13).
Il Vescovo, da Fano Adriano, dove si trovava per la santa Visita, rispondeva:
Sono esagerate le notizie a Lei pervenute circa le relazioni tra l'Ispettore a: di Polizia di Penne e la famiglia De Caesaris da Lei ben conosciuta... . Ma non poteva negare òhe la infelice condizione economica di quell'Ispettore lo induceva a domandar denaro, di tratto in tratto, anche alla famiglia suddetta: e quindi la sua condotta poteva sembrare censurabile anche dal lato politico (14).
nare le campane e a far cantare all'Arcidiacono Del Nunzio il Te Deum nel duomo* minacciassero il Vescovo: e uno di essi (Giuseppe d'Angelo, alias Za* gliocco) per intimorirlo, con un pugnale colpisse il ritratto del Vescovo Fran chi (1805-1816), che doveva essere in una sala dell'episcopio, e ora si conserva, sfregiato da otto colpi nell'aula maggiore della cattedrale. Nel colpire, l'autore fu avveduto: non danneggiò né il volto, uè il petto del Vescovo. Mons. Rie ciardone, nel '37, si comportò lodevolmente. Intorno a lui, v. il mio saggio: La Carboneria e la Confessione in una Diocesi abruzzese, nella Rassegna storica del risorgimento, A. XIX, 1932, Fase. IV.
(12) Intorno al Landi e a ciò che fece a Teramo nel 1848, giova leggere: B. COSTANTINI, Moti d'Abruzzo dal 1798 al 1860, in Rassegna di storia e d'arte d'Abruzzo e Molise , Roma, A. IV, Fase. I-IV.
(13) I fratelli De Caesaris erano ricchi e giovani: due qualità, di cui lo zio Domenico raccomandava loro di valersi con misura e prudenza. Anche nel a Memorandum v, scritto nel 1842, prima di andare in volontario esilio, non mancava di dare saggi consigli ai nipoti, e li ripeteva, con voce ammonitrice, da Corfù. Del resto, Clemente, nella Difesa che fece di sé-tesso Innanzi alla Commissione militare per una cospirazione tentata nella fortezza di Pescara, nel 1853, ammise alcune colpe, chiamandole umane : altre no: ne avrebbe avuto la giusta condanna. V. CLBMENTB DB CAESABIS: op. cit.
(14) Dall'Archivio della Curia vescovile di Penne.