Rassegna storica del Risorgimento

ABRUZZO ; 1848-1849 ; PENNE
anno <1934>   pagina <1095>
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Penne nel 1848 e nel 1849
1095
Soprattutto Clemente De Caesaris traeva vantaggio da un simile stato di cose. Talora spingeva alla rivolta, tal'altra reprimeva con 1 autorità della sua parola e, occorrendo, col denaro. Era capo della Guardia nazionale nel mese di marzo del 1848: ma certo egli rinun­ciava alla carica, per essere libero nelle sue azioni, in tempi così cri­tici. Libero ed autoritario.
Non si spiega altrimenti il fatto che riuscisse, nel mese di mag­gio del 1849, a tenere a bada i rivoltosi e a ristabilire l'ordine nella città. E però il Vescovo, interrogato dal Commissario Mevi (15), resi­dente a Teramo, sulla condotta politica, morale e religiosa di Ini, il 20 luglio rispondeva a questo modo:
Non debbo intralasciare di commendare D. Clemente De Caesaris come quegli che in tempi difficili ha saputo rendere a Penne importanti servigi all'or. dine pubblico .
Qui il Vescovo sembra che non si riconosca: nell'interesse cit­tadino giunge a raccomandare come degno di far parte del Consiglio distrettuale, anche lui, al pari di ce D. Giacomo Silvestri di Brit-toli, D. Antonio De Fabritiis di Rosciano, D. Luigi De Flammineis di Catignano, D. Francesco Coppa (16) (Presidente) e D. Nicola Ghiotf (17) di Città S. Angelo, D. Eugenio Faiella di Torre de' Pas­seri, D. Edoardo De Sanctis e D. Ferdinando Tedeschi di Pia­nella (18), e D. Massimo Antonio Pel Bono di Penne . Del resto,
(15) Raffaele Mevi era Ispettore di Polizia a Penne, nel 1837, quando accadde la sommossa, che lui previde, ma non potè evitare o impedire.
(16) D. Francesco Coppa fu accusato nel 1836 dalla Polizia dello Stato pon­tificio di essere in relazione con la marchesa Gentilini (sic) Bandini maritata col marchese Enrighi (sic) di Fermo, a donna intraprendente . e più che liberale. Aveva costei un casino a S. Elpidio, ove in ogni tempo era la frequenza di con­versazioni sospette e di unioni criminose . Il 7 aprile il Coppa si recò a por­tarle denaro, Doveva la compagnia recarsi a Parigi e a Londra, a contatto com'era con l'Ufizialità francese , e vi si recò. Da una copia di lettera da Roma, 1' maggio 1836. V. nell'Archivio di Stato di Napoli (Fondo di Casa reale), il Fase. 648,
Trasferita, per la sommossa del '37, da Penne a Città S. Angelo la Sottin­tendenza, funzionava da capo del Circondario Pio Coppa, Consigliere provinciale.
(17) 'Forse-è lo stesso Nicola Ghiotti, il quale, Sindaco di Città S. Angelo, condannati a morte pei moti dejL ì'814, due angolani: Filippo La Noce e il can. Domenico Marnili, scriveva al Generale Monti'gny: II Comune di Città S. Angelo. ha giubilato nel vedere la morte di due Capi rivoluzionari, che ebbero il mal talento' di portare dei disastri e delle calamità alla Padria (sic) ed ai buoni cittadini . N. CASTAGNA-;; op. oU.
(18) Il 29 novembre 1798, passando i Francesi dalle Marche nel regno di Napoli, il cav. Pietro Tedesco fu da Teramo mandato al confine, ad osservare Je mosse nemiche, ad incoraggiare quelle popolazioni alla resistenza. Quando