Rassegna storica del Risorgimento
ABRUZZO ; 1848-1849 ; PENNE
anno
<
1934
>
pagina
<
1096
>
1096
Giovanni De Caesaris
Clemente De Caesaris era, come il cugino Antonio, decurione della città Nicola De Caesaris I. eletto, mentre l'altro figlio Achille apparteneva al Consiglio amministrativo della Congrega di carità.
Il Vescovo s'ingannò nel giudicare. H disordine crebbe. Più volte fa attaccata la Gendarmeria, disarmata con pubblica violenza e sequestro di persone, proprio come nel 1837. Se ne accusavano Antonio De Caesaris e i compagni. Il cugino Clemente era in particolar modo imputato di provocazione diretta a distruggere e cambiare il Governo, eccitando gli abitanti di Penne ad armarsi contro l'autorità reale, mercè tuia lettera scritta e letta in pubblica adunanza .
Ancora. Nei primi mesi del 1848 s'erano a Teramo involate alcune carte ufficiali nell'archivio di Polizia dell'Intendenza. Ne fn accusato e quindi ritenuto in carcere don Luigi Porreca, commesso dei De Caesaris nelle loro industrie: ma se ne incolpavano anche Domenico De Caesaris, il nipote Antonio, don Raffaele De Vico (19), don Federico Tarquinii e don Gregorio Forcella.
Ne seguirono due processi. Per effetto del primo, già erano stati carcerati come s'è detto Antonio Bucchianica, Tommaso de Fabritiis, Tommaso Pilone. Quindi la Gran Corte Criminale ordinava che fossero arrestati Clemente e Achille De Caesaris e il loro cugino Antonio (20), Gregorio Forcella (21), don Domenico Rai-
egli giunse, la battaglia era già avvenuta, a Porto di Fermo. Indi fece parte della Commissione repubblicana di Teramo, presieduta da Giovanni Thaulero. Va osservato ch'egli comunicò varie notizie sull'invasione francese nella provincia di Teramo ad Omobono delle Bocacbe, il cui Ms. si conserva nel R. Liceo di Lanciano. N'è avvenuta la pubblicazione, per cura del dottor Luigi Coppa-Zuccari, in un'opera, di due volumi: L'invasione francese negli Abruzzi (di pagine LXXH-1203*1792), Aquila, Vecchioni, 1928-1932. Il secondo comprende i documenti e l'indice generale analitico. Nell'elenco dei rèi di stato, della provincia di Teramo, compilato dal Preside marchese Rodio, nell'ottobre 1801 (R. Archivio di Napoli, Fondo di Casa reale), intorno a Pietro Todesco si nota: Fu Amministratore centrale in Teramo. Fece pubblicare cogli altri membri varii proclami tutti indegni, ed empii. Intervenne al pranzo patriottico, ed applaudi a tutte le infedeltà ivi prat-ticate contro i Sovrani. Obbligò tutti gl'Impiegati a prestare il giuramento di attaccamento alla Republica e d'odio alla Monarchia. Fu carcerato, poi proposto a Sua Maestà per indultabile, quindi abilitato col mandato Domi, e finalmente fa. liberato coIPIndulto generale .
(19) Era nativo di Far in dola: esercitò la medicina a Penne, dove nel mese di maggio del 1932 moriva il figlio prof. Angelo De Vico, pregiato scultore.
(20) fi 17 novembre 1849, il Sovrano ordinava a Nicola, Clemente e Antonio
De Caesaris le dimissioni dalle cariche comunali, che occupavano: triste
annunzio di futuro danno . V. il mio voi. cit.
(21) Erano quasi tutti uomini provati ai pericoli rivoluzionari, figli o parenti di noti liberali. Cosi Gregorio Forcella era il figliuolo di Filippo fuggìasco politico dopo la sommossa del 1837.