Rassegna storica del Risorgimento

ABRUZZO ; 1848-1849 ; PENNE
anno <1934>   pagina <1097>
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Penne nel 1843 e nel 1849
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cola (22), Michele e Luigi d'Angelo (23), Carlo Mazzaccone, Raffaele di Silvestre (24), Anastasio di Liberato (25), e Achille Grilli (26), tutti di Penne, e don Remigio Cavallucci (27) dì Teramo, mentre la
(22) Domenico Raicola aveva a questa preso parie anche lui: ne aveva aof­ferto il carcere, al Bagno di Nisida, fino al 1843, in cui godeiie, come altri, della grazia sovrana, e nel *48 sottoscritto con vari liberali dell'Abruzzo l'invito ai Teramani per muoverli alla guerra di liberazione, bandita da Carlo Alberto. Era fratello di Raffaele Raicola, che, pei moti del '37, fu mandato a domicilio for­zoso a Città S. Angelo: nel 1840 vi si trovava ancora, e non otteneva di tornare a Penne, perchè era parente dei De Caesaris.
(23) Michele e Luigi d'Angelo erano figli rispettivamente dei giustiziati poli­tici Giuseppe e Francesco d'Angelo. Antonio Bucchianica era cugino di Dome* nico Bucchianica, che, nel 1837, fu, come elettore della nuova Assemblea costi­tuzionale, messo sottomandalo e scriveva in una storia ancora inedita di Penne soffri tanto pei dolori cagionati dagli avversari a sua madre. Nel 1860 Anto­nio Bucchianica era a Capitano Comandante la Guardia nazionale mobilizzata in Penne, e insieme con Carlo Mazzaccone e Tito Grotti, Sottufficiali, fu accu­sato di minacce con pubbliche violenze contro il Sottogovernatore Domenico De Blasiis, e d'involamento e sottrazione di carte e altri effetti, conservati nell'Ar­chivio. (V. nella Pretura di Penne il Registro dei misfatti del 1860, per uso del Giudicato civile del Distreno di Penne ). Questi fatti vanno ricongiunti con l'ani­mosità dei De Caesaris contro il De Blasiis medesimo, costretto il 1 dicem­bre 1860, a fuggirsene netta nativa Città S. Angelo. Suo fratello, Francesco De Blasiis, fu Deputato al Parlamento nel 1848 e sottoscrisse la protesta del 15 mag­gio. Tornato al Parlamento, prese viva parte ai lavori legislativi. Sospetto 'di essere d'accordo con Mariano d'Ayala sui moti del Napoletano, fu condannato a morte, come contumace. Si rifugiò nel Piemonte, quindi netta Toscana, che lo elesse nel 1860 Deputato al Parlamento italiano. V. Le congrés des deux-Siciles a Florence par Louis DE LA VAHENME, Florence, Imprimerle Mariani, 1860.
(24) Raffaele di Silvestre e il suo inseparabile amico Tommaso de Fabritiis erano operai: l'uno sarto, l'altro falegname. Pare che non godessero buon nome per le violenze del 1860 : ma dal citato ce Registro dei misfatti, commessi in que­st'anno a Penne e nel distretto, nessuna responsabilità si può attribuire a loro.
10 li ricordo modesti lavoratori, con la misera pensione accordata loro dal Governo.
11 primo aveva un naso grosso, bitorzoluto che da nessun altro poteva essere pareggiato. Tommaso Pilone aveva, nella mia fanciullezza, sulla piazza Luca de Penna, un'umile bottega di generi di privativa, in un fabbricato che apparteneva al Comune. Era un vecchietto lindo, loquace e portava sempre, in ogni tempo, una papalina.
(25) Uomo ingegnoso, dipingeva sepolcri e teloni di chiesa, e faceva con una certa perizia, di umili fraticelli di legno e di cartone, infattibili idrometri; dai quali, negli ultimi anni, traeva appena di che vivere.
(26) Achille Grilli era stato condannato, per le sue idee politiche, a dieci anni di galera. Mandato in esilio, nell'America, con Poerio, Faucitano e altri* la nave, invece di portarlo al suo destino, approdò coi 66 esiliati a Cork, nel­l'Irlanda. Tornato in Italia, ebbe una ricevitoria di sali e tabacchi, credo, a Napoli. V. DE LA VAUENNE: op. eh.
(27) Remigio Cavallucci abitava a Porta romana, e molti lo ricordano ancora per questo episodio, antiborbonico, detta sua giovinezza: come ricordano Fran­cesco Cavallucci ohe. intorno al 1905, aveva un modesto negozio sotto il Semi*