Rassegna storica del Risorgimento

ABRUZZO ; 1848-1849 ; PENNE
anno <1934>   pagina <1098>
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Giovanni De Coesori*
stessa Corte riserbava le provvidenze sol conto di don Luigi e don Antonio Cantagallo (28).
Merita di essere riportata la deposizione fatta da Antonio De Caesaris al Giudice Lanzetta, della Gran Corte Criminale di Teramo, il 31 agosto 1850. Interrogato sulle generalità , rispondeva di essere figlio del fu Antonio e di avere trenta tre anni...
Datogli conoscenza che viene imputato : 1. Di attacco con violenza per via di fatto contro la Reale Gendarmeria che risedeva in Penne, nel 1848, e con disarmo di essa, accompagnato da vio- lenza pubblica, e con sequestro delle persone
2. D'involamento di molti documenti, e carte riservate dell'Archivio del­ie l'Ufizio di Polizia di questa Intendenza
E richiesto a narrare...
Ha risposto in ordine al primo fatto, ossia al disarmo della Caserma della Gendarmeria di Penne... che egli non vi prese parte; che anzi non vi fu affatto a un tal reato ; mentre nella sostanza si pensò di associare la Gendarmeria ai pae- sani; onde mettere la prima nel suo scarso numero col mezzo dei secondi al coverlo di qualunque insulto avrebbe potuto ricevere. In compniova di questo fatto indica i seguenti testimoni, cioè il Sindaco di quell'epoca Barone D. Diego te Aliprandi (29) e il 2 eletto funzionante da Sindaco Marchese D. Agostino Casti* a glione, il Barone D. Alessandro Scorpione (30), attuale Capo-urbano e Decu-
nario apruLino. La partecipazione di Remigio Cavallucci al movimento insurre­zionale è segno di un'intesa tra i rivoluzionari dell'Abruzzo Teramano.
(28) Erano fratelli del curalo don Federico Cantagallo, che ebbe nome di buon grammatico latino e, come parroco della chiesa di S. Panfilo, affidò vari lavori di argenteria agli orefici pennesi Calandra.
(29) H Barone Diego Aliprandi morì a Penne il 29 novembre 1910, nella tarda età di 92 anni, ce Fu Deputato del collegio per quattro legislature : IX e X (no­vembre 1865 novembre 1870), XH e XIII (novembre 1874 - maggio 1880)... Alla Camera militò a sinistra, ma votò sempre con grande indipendenza... L*Aliprandi discendeva da antica famiglia originaria di Milano, nota nel 1277 e diramala in Abruzzo nel xvi secolo. Era figlio di Domenico e Maria Clorinda Castiglione dei Marchesi di Poggio Umbri echio. Dall'aprile del 1891 era vedovo di Caterina de Sieri idi dei Marchesi di Cermignano, da lui sposata nel 1854 . A queste notizie tratte dal Corriere della Sera, devo aggiungere che Diego Aliprandi fu nella rivolta del '37 uno dei membri componenti intcrinahnente la Commissione costi­tuzionale. Così, dalla sentenza della Gran Corte Criminale del 20 settembre, la quale sentenza non colpì per nulla lui e gli altri, perchè ritenuti costretti ad accet­tare l'ufficio. L'Aliprandi componeva anche lui versi, nella sua giovinezza. Nel catalogo della collezione abruzzese dì Vincenzo Bindi, posseduta dal Comune di Giuianova, si legge: ALIPRANDI DIEGO, PocJti versi, Aquila, Grossi, 1849, in-4 picc, Raro esemplare'.
(30) Alessandro Scorpione fa anche lui uno dei componenti la Commissione costituzionale del 1837. Suo padre Pasquale, sindaco di Penne nel 1807, ricevette Giuseppe Bonaparie. V. il mio libro: Pagine di storia abruzzese. A Penne nel 1807 e nel 1808... Da un Re ai briganti. Con appendice, noto e documenti. Casali nu­dino, De Arcangeli*, 1933.