Rassegna storica del Risorgimento
ABRUZZO ; 1848-1849 ; PENNE
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1934
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1099
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Penne nel 1848 e nel 1849
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rione di quell'epoca, il Duca D. Domenico Gaudiosi (31), anche come Decurione di quell'epoca e il Vescovo di Penne (32).
fcln ordine al Secondo fatto poi assicura essere del tutto del pari innocente. Egli si recò in Teramo verso la fine di marzo 1848, associando suo zio D. Dome- nico De Caesaris. Questi fu a visitare tanto il Comandante dì allora Sig. Gene- rale Flugi cbe quel Sig. Intendente De Thomasis, d'ambo i quali fu rivisitato. a n dichiarante accompagnò lo zio tanto nella prima che nella seconda visita, colla spiega che in casa di Flugi si trattenne nella stanza di fuori, ed in casa del Sig. Intendente... entrò dentro, e fu veduto da esso Sig. De Thomasis, non che dal Sig. Francesco Paolo Conti di Spoltore. Ecco il perchè il dichiarante fu veduto in uno di quei giorni nel palazzo dell'Intendente. Ma egli non prese affatto parte nelFinvolaniento delle carte dell'Ungio di Polizia. Indica all'uopo sull'espressata posizione come testimonii in suo discarico i menzionati Sig.i De a Thomasis e Conti (33).
Il primo giudizio, relativo alTinvolameuto delle carte dall'ufficio di Polizia, si decise il 4 settembre 1850, e furono condannati.: don Luigi Porreca a sei anni di relegazione, don Raffaele De Vico e Federico Tarquinti a sette mesi di carcere. Questi fu destinato a Penne, quegli a Città S. Angelo (34).
Il secondo giudizio, lungo assai, fu condotto a termine il 29 novembre. La Gran Corte Criminale condannava Luigi d'Angelo a tredici anni di ferri, Achille Grilli a dodici, Antonio Bucchianica, Tommaso de Fabritiis e Tommaso Pilone a dieci, Antonio e Clemente De Caesaris, Raffaele di Silvestre, Michele d'Angelo e Remigio Cavallucci a otto anni. Anastasio de Liberato ebbe la libertà provvisoria (35).
(31) Anche lui nel mese dì luglio del 1837 costretto a far parte della Commissione costituzionale.
(32) Vincenzo D'Alfonso (1846-1880), da Arcidiacono della cattedrale di Melfi passò Vescovo nelle Diocesi di Penne e di Atri. Si recò nell'ottobre 1860 a riverire Vittorio Emanuele II, a Castellammare Adriatico. U Re, ospitato nella villa Coppa, oggi Sabucchi, lo trattenne in segreto colloquio per più d'un'ora. (V. LUIGI DI VESTUA: Penne sacra, Teramo, Del Lauro, 1923). Il can. Giacomo d'Alessandro in un Saluto ai Principi di Piemonte (Ditta Verrocchio, Pescara, 1932) ricorda che il Re liberatore giunse a Castellammare il 16 ottobre, nelle prime ore pomeridiane,
(33) Dall'Archivio provinciale di Teramo. (3) Dall'Archivio provinciale di Teramo.
(34) . // Diario di Baldassarre de Tullio, con lettere e scritti di patrioti del Bagno di Pescara, a cura e con prefazione di L. Polacchi. Pescara, Edizioni de a L'Adriatico , 1931. Il primo forse a scrivere di questo Diario fu Norberto Rozzi nella Rivista abruzzese (agosto-settembre 1913).
(35) Cfr. G. De CABSAAIS: il libro citato sui De Caesaris, e il Diario suddetto. Qui il De Liberato è chiamato ora (p. 45) Anastasio d'Amato, ora (p. 50) Agostino d'Amato.