Rassegna storica del Risorgimento
ABRUZZO ; 1848-1849 ; PENNE
anno
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1934
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pagina
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1101
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Penne nel 1848 e n<>l IS49-
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E però il suo passato e forse i dubbi sorti per Ti avo lamento delle carte di Polizia gli aprirono la via del carcere* a Teramo (39), dove restò dieci anni, senza mchinarsi mai a nessuno, ne chieder mai la grazia sovrana, quantunque le Autorità glielo consigliassero. Così il fratello Nicola rimase a casa, accanto alla madre Caterina Gentile, alle cognate Maria Crocifissa e Concezia Farina: tre donne insuperabili per virtù di sacrifizio (40); e per un anno, nel letto dei dolori, il figlio Achille.
Come nei moti precedenti, Domenico De Caesaris aveva esercitato la maggior influenza; cosi nel '48 e nel '49 fu, sopra tutti, attivo il nipote Clemente, giovane di trentadue anni, pronto ad ogni cosa, violento negli attacchi, caustico nel parlare, larghissimo nel dare. Dall'azione più rischiosa passava ai dolci ozi intellettuali e componeva con molta foga versi, fino nell'orribile Bagno di Pescara (41).
(39) CASTAGNA, op. cii. Erroneamente nella lapide posta, il 4 novembre 1930, nel muro esterno del Bagno penale di Pescara (ora in gran parte mutato) è inciso il suo nome con quello di altri. Egli non stette in quel Bagno, Cfr. CLEMENTE DE CAESARIS, Scritti. Cfr. anzi la prefazione di Luigi Polacchi. N'ebbe questi notizia da Attilio Monaco, che attendeva a una storia dei 900 galeotti politici napoletani del 1848 ed è autore dell'interessante studio: Luigi Leanza (1788-1854) Roma, Pinnari, 1921. FI secondo lavoro purtroppo è rimasta incompleto.
(40) Abbiamo riportato l'epigrafe, che scolpisce le virtù di Angelica Farina-De Caesaris. I nobili e forti sensi, i dolori inauditi di Caterina Gentile e delle sorelle Farina ricordò il Castagna, e quindi Attilio Vannucci e, non è molto, Vittorio Gian, li accennò nel saggio: La donna nella Storia del Risorgimento, nella Nuova Antologia , fase. VTT, 1930. Io non poteva tacerne nel mio libro sui De Caesaris. ne potevano altri cittadini. Invano abbiamo cercato nelle Conferenze del RINAUDO so II risorgimento italiano, (voi. II, Albrighi, Segati e C.) un cenno sulle donne De Caesaris, degne come le Confalonieri, le Cairoti, ...di memoria!
(41) VINCENZO DE BARTHOLOMAEIS, Per la inaugurazione della lapide ai Pa-tnotii del Bagno penale di Pescara. Ed. de L'Adriatico , Pescara, 1930. Bisogna leggere le a Considerazioni sul Bagno di Pescara di Ignazio Bardet per farsi un giusto concetto del suo stato, intorno al 1846, quando egli ne scriveva. Non vi mancava la nettezza, buono era il trattamento, sufficiente il vestiario . H male più grande proveniva dalla posizione del Bagno medesimo. Consiste a esso in una sequela di 22 camere nella direzione di gl'eco levante con 22 finestre aperte a scirocco, di giusta grandezza, e con le piccole rivolte a maestro, che sporgono sulla Pescara, non più lunghe che di (sic) due canne. Il suolo del Bagno appena due palmi s'inalza dal pelo del fiume, e per poco che la Pescara ingrossa, (sic) bagna ed umetta li muro, il quale nulla ricevendo i raggi del sole, nell'inverno, resta umido: tanto più che restando esso Bagno nella lunghezza perpendicolare alla costa ed in direzione della Vallata, in mezzo della quale scorre la Pescara e quasi alla foce giace il Paese, così 1 venti periodici giornalieri e notturni, ossia di mare e di terra, radono i muri, nò punto né poco rinnovano la pestifera aria delle Camere . Così li Bardet si spiegava come mai in 5 anni all'incirca a su una