Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
anno
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1934
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pagina
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1103
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Il Cinquantanove 1103
GORIZIA OTTOCENTESCA
IL CINQUANTANOVE
La politica snazionalizzatrice di Giuseppe DE, che voleva imporre l'oso della lingua tedesca nelle scuole e negli uffici di Gorizia, non poteva suscitare che grande malcontento, in tutti i ceti della popolazione, contro i governanti d'oltralpe.
I nostri antenati che, per il vivo commercio delie sete goriziane, erano in continue relazioni d'affari con i Milanesi, si ridestarono, al pari degli altri Italiani, allorquando conobbero il tenore del proclama lanciato da Napoleone dopo avere scacciato da Milano gli Austriaci in cui l'invitava a restaurare il Campidoglio, porvi solennemente le statue degli eroi che si resero famosi, risvegliare il popolo avvilito da vari secoli di schiavitù , a rinnovare, in una parola, la grandezza romana, com'è oggi voluta ed attuata dal Duce nostro.
Le guerre napoleoniche contro l'Austria rivelarono l'esistenza di un forte nucleo di bonapartisti goriziani, nemici acerrimi degli Abs-burgo, che possono venire considerati quali antesignani del movimento rivoluzionario italiano di Gorizia.
Le denunzie presentate negli anni 1810 e 1813 dal barone Lederer al direttore generale della polizia austriaca ci fanno conoscere il nome di codesti ce veri partitane francesi e contrari a Casa d'Austria .
Godofredo barone de Andrian, s'arrabattava per diventare intendente di Trieste ;
dott. Barba rigo, giudice;
Bartolomei, t maire di Salcano, il quale nel pubblico caffè nella piazza del Traunich (ora della Vittoria) parlava tutto il male dell'imperatore d'Austria e di sua famiglia ;
Giovanni barone de Baselli;