Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
anno
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1934
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pagina
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1106
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1106
Ranieri Mario Cassar
Martedì scorso trovarono, appesi in due luoghi della città dne grandi cortei* Ioni ornati dei tricolori italiani e con riscrizione di viva la Repubblica ed altro ancora.
Abbiamo narrato il fatto, per poter dire agli autori, se italiani, che pensino dove -sono e non commettano in avvenire simili stolidità; se maligni codini, il che è ben più probabile, per far loro osservare che la popolazione di questa città non è più quella del '48, e non si lascierà più in verun modo istigare contro quei liberali, che vegliano per essa e difendono colla libera parola quel poco di libertà che ancor ci resta .
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L'esperienza fatta dai Goriziani nel Quarantotto li aveva resi saggiamente prudenti durante la guerra del Cinquantanove, per non andar a finire nella rete tesa dall'astuto poliziotto austriaco Francesco barone de Buffa-Castellalto, presidente del circolo di Gorizia.
A tenere viva la speranza d'una liberazione dal giogo austriaco non v'erano cbe le canzonette con allusioni velate, risonanti la sera in ogni dove che i nostri vecchi ricordano ancora con nostalgia:
La Gigia la xe piccola
Ghe metteremo i zoccoli,
Ghe slargheremo i cottoli.
Per farla comparir. La Gigia la xe gronda,
he sonerem la banda,
La banda militar.
Per farla passeggiar.
Questa ed altre canzoni patriottiche del genere della Bella Gigogin. preludiami le guerre del Risorgimento, erano state importate a Gorizia dalle maestranze lombarde adibite alla costruzione del tronco ferroviario della Meridionale.
Non esitiamo un solo istante di attribuire a codesti modesti operai e ai loro capi di avere, durante la permanenza nella provincia di Gorizia, fatto nobile opera di affratellamento fra gl'Italiani di qua e di là del Mincio.
I loro dirigenti compaiono sul libro nero della polizia austriaca con quest'annotazione: . Tutti questi ingegneri si raccolgono la sera nella caffetterìa Seraffini vicino alla posta (in allora nei pressi del Palazzo Santa Croce ora del Comune) ove leggono attentamente i giornali francesi tra cui' il Messager, che scrive violentemente contro PAu-.stria e, apprendendo quelle notizie non sanno come reprimere la loro gioia ...