Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1934>   pagina <1107>
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Il Cinquantanove 1107
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Il ventitré aprile, il barone Ernesto de Kellersperg, poi governatore di Trieste, consegnava al conte di Cavour V ultimatum dell'Austria; il ventisei, il grande statista, dopo aver consegnato la risposta ai delegati austriaci, diceva ai suoi amici: Alea jacta est. Abbiamo fatto della storia... ed ora andiamo a pranzo! .
Due giorni dopo compariva sugli albi delle città e delle borgate della Venezia Giulia, il sottostante farisaico manifesto imperiale che i nostri vecchi non tardavano a far scomparire.
Ai Miei Popoli!
Io ho dato l'ordine alla Mia fedele e valorosa Armata di porre un termine alle ostilità, commesse già da una serie di anni dal limitrofo Stato la Sardegna, ed in questi ultimi tempi giunte al colmo a pregiudizio degli incontrastabili diritti della Mia Corona e dell'inviolata conservazione dell'Impero a Me affidato da Dio.
Con tale determinazione he adempiuto un grave, ma inevitabile dovere di Sovrano.
Tranquillo nella Mia coscienza posso sollevare lo sguardo a Dio onnipo­tente e 8ottopormi al sue giudizio.
Pieno di fiducia rimetto la Mia risoluzione alla sentenza imparziale dei con temporanei e delle generazioni future; del consenso de' miei Popoli fedeli so.io pienamente sicuro.
Allorché già da più di dieci anni lo stesso nemico violando ogni diritto delie-genti e gli usi della guerra, senza che gli fosse dato un qualsiasi motivo, soltanto collo scopo d'impadronirsi del Regno Lombardo-Veneto, ne invase colla sua armata il territorio, allorché fu per ben due volte sconfitto dal Mio Esercito dando un glorioso combattimento, esso, si trovò in balìa del vincitore; Io gli usai tutta la generosità e gli porsi la mano per la riconciliazione.
Io non Mi sono appropriato nemmeno un palmo del suo territòrio, non ho leso alcun diritto spettante alla Corona della Sardegna nel consorzio della famiglia dei Popoli europei; non ho pattuita alcuna garanzia onde prevenire la rinnovazione di simili avvenimenti; Io ho creduto di trovarla soltanto nella mano .conciliatrice, che gli stesi e che venne accettata.
Alla paco feci il sacrificio del sangue versato della Mia Armata per l'onore ed il diritto dell'Austria.
La risposta a tanta moderazione, -di cui non hawi altro esempio nella storia, fu l'immediata continuazione delle ostilità, un'agitazione sempre crescente d'anno in anno, ed afforzata coi mezzi i più sleali contro la pace ed il benessere del Mio Regno Lombardo-Veneto.
Ben sapendo quanto Io debba al prezioso bene della pace pei Miei Popoli e per l'Europa, tollerai con pazienza queste ostilità rinnovate.
Essa non si esaurì, allorché Io ho dovuto prendere estese misure per la sicu­rezza del Mio Stato italiano, costrettovi dall'eccesso delle mene rivoltose intra-