Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1934
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pagina
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1145
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Libri e periodici 1145
Di Radetzky se ne è detto troppo male e troppo bene, a seconda della passione e dell'interesse politico. Gli Italiani ne hanno volalo fare una tigre assetata di sangue, gli Austriaci una gran capitano. .Non era l'una cosa, ne l'altra, ma invece un mediocre generale ed un buon galantuomo, molto accessibile a sentimenti di giustizia ed anche di umanità .
Vedere U passo, a pagg. 57-58, in cui narra di un inopportuno ed odioso atto dì forza compiuto a Venezia dalla forza austriaca, per sedare una manifestazione patriottica, scoppiata in teatro, a seguito di un passo del Barbiere di Siviglia, interpretato dalla Cerrito.
Come giudicare quest'altro passo? Erano tempi ueii quali si credeva con ardore di neofiti a tante cose, alle quali ora nessuna persona che voglia passare per ragionevole si permetterebbe credere. Per esempio alla grande importanza, alla indiscutibile efficacia di che? Indovinate un poco? Della guardia nazionale .
A chi spetta di aver liberata Venezia? A Manin, o ad Avesani? Se questi, con gran prontezza di spirito e incredibile audacia non fosse riuscito ad imporre alle autorità austriache la capitolazione, gli sforzi di Manin non avrebbero approdato a nulla, giacche i Veneziani non erano in grado di lottare contro settemila nomini di truppe regolari, agguerrite e bene armate e contro una formidabile artiglieria, che dai forti e dalle, navi li avrebbe ricondotti al dovere .
Di Seismit-D oda, nel 1848, si cantavano a Venezia le poesie patriottiche. Dopo i fatti del febbraio era stato dalla polizia confinato a Trieste. Era già allora quel rhe fu poi. Pieno di se, leggero, petulante, focoso, ma buon patriota (pag. 167). Quanto giusta la pagina seguente! Le manifestazioni religiose vive, spontanee, commoventi, a somiglianza delle produzioni poettche, furono esse pure ima delle caratteristiche del '47 e del '48... Quanto divario nel carattere antireligioso del 1859! La ragione è varia a chi pensa alla natura degli avvenimenti che si svolsero nel decennio '49-'59. H 1848 aveva prese le mosse dal Vaticano, il 1859 trovò in esso l'ostacolo maggiore all'unità e alla redenzione della Patria (pag. 169). E prosegue, con un esame acuto del dissidio fatale che nocque alla Religione ed alla Patria, togliendo alla fase più recente della nostra storia quel carattere di sincera ed esuberante spontaneità, di delirio sentimentale, pel quale rimarranno indimenticabili in chi ne fu testimone, i mesi trascorsi fra il decreto d'amnistia del 16 luglio 1846 e la caduta di Vicenza del 10 giugno 1848 .
Lo scetticismo tentava spesso il Guiccioli, come può dedursi anche dalla seguente considerazione.
Durante la prima metà di questo secolo era un mestiere come un altro quello di fabbricare statuti e costituzioni. Con che risultato, tutti vedono 1 . Ed altrove: Agli istituti politici manca dorata e vigore quando non hanno profonde radici nelle tradizioni e nella coscienza intima della Nazione e che le Costituzioni per essere utili a qualcosa bisogna che si facciati da sé e che nessuno le faccia (pag. 182). Curiosa teoria, quest'ultima, che può muovere le labbra al sorriso. Ma cosi è espressa!
Ed ecco descrìtta, magnificamente, la situazione del Mamiani e del suo mini* stero, nell'estate 1848.
ce II Mamiani repugnante ad accostarsi ai conservatori, non volendo abbandonarsi agli esaltati, privo della fiducia del Prìncipe, poco o punto considerato dai dipendenti e dal corpo diplomatico, che affettava di lasciarlo a parte e di trattare direttamente col Papa, era ridotto all'impotenza . Però, Pio IX, pur non essendo un grande politico, aveva capita la falsa posizione del Mamiani e diffidava di lui. a Pio IX- diffidando di Mamiani che da un lato cercava prendergli la mano o dall'altro non sapeva tener in freno i partiti estremi, aveva pensato di rivolgersi a Pellegrino Rossi... o (pag. 189).