Rassegna storica del Risorgimento
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1934
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pagina
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1146
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1146 Libri e periodici
Dì questi dimostra, ripetutamente, d'aver un gran concetto. La di lui assunzione al potere, aveva dato alla cosa pubblica un indirizzo più savio e conservatore. Ma era troppo tardi e il povero Rossi doveva cadere vittima del suo eroismo nell'accingersi ad un'impresa ormai disperata (pag. 194).
Di contro agli uomini di governo fermi, risoluti, coraggiosi, magnanimi, fustiga, senza riguardi, e, forse, con qualche eccesso, i democratici, gli esaltati, gli arrutfapopoli, i maneggioni, gl'inquieti e turbolenti.
ÀI disotto di ogni discussione il Galletti, ministro di polizia, il quale dichiarò altamente che la Civica faceva bene ad insorgere- e benissimo il popolo ad invadere il palazzo , della Cancelleria (pag. 190).
Pietro Sterbini... bieca e disonesta figura di settario x> (pag. 196).
ce Ciceruacchio, come il Grandoni, tipo eminentemente romano. Degenerazione di quei tribuni della plebe che furono prima di lui i Menenio Agrippa, i Gracchi, i Cola da Rienzo e dopo di lui i Luciani e Coccapieller (pag. 196).
Il Diario è bello, dilettevole, importante, nel suo complesso, e costituisce, per la varietà e scorrevolezza della narrazione, una lettura suggestiva, tutta d'un pezzo, senea falsi lenocinli e senza mescolanza di fatti veri con fatti immaginari o veri simili.
È diario sul tipo dei Ricordi e delle Memorie lasciate da alcuni degli uomini migliori della Destra; cioè tutto cose, come le ha viste, pensate, giudicate, considerate l'a., senza divagazioni o superfluità.
Forse, qualche nota di più non sarebbe stata fuori proposito, come a pag. 132, dove si parla di Pellegrino Rossi, Commissario generale, il diarista certamente voleva intendere militare, delle Provincie occupate dai Napoletani fra il Rubicone e il Po, or e scrisse quel famoso proclama del 30 marzo 1815 datato da Rimini... . Finora non è stato provato che il Proclama di Rimini, anche se probabilissimo, sia stato scritto da P. Rossi. Domenico Spadoni ha speso perciò nobili fatiche ed ha sviscerata la questione a fondo, come gli studiosi sanno, per cui fa meraviglia, almeno a me l'ha fatta, che un testo di storia di scuola media superiore, curato da uno studioso italiano molto serio, acuto e benemerito, con letture curate da un altro studioso altrettanto diligente quanto coscienzioso, porti ancora l'affermazione, sic et simpliciter, che il proclama fn scritto da P. Rossi.
Altra nota od osservazione forse non sarebbe stata male alla pag. 172, dove è parola del proclama del Durando, quello del grido Iddio lo vuole , del 5 aprile 1848, datato da Bologna. Si sa che fu scritto dal D'Azeglio, anche se lo stesso generale N. Giacchi lo riporta, come del Durando, senz'alcuna dichiarazione, nel Dizionario di Michele Rosi. Potrei fare qualche altra osservazione; ma mi limito a quest'ultima.
Diverse volte ricorre citato, da pag. 101 in avanti, il cardinal Massimi. E troppo evidente che si tratta del card. Francesco Saverio Massimo, da Primo Uccellini chiamato Minimo per la sua statura, come può vedersi a pag. 80 delle Memorie di un vecchio carbonaro ravegnano.
A pag. 196, a proposito dell'assassino di P. Rossi, è ricordato : Sante Costantini di Foligno, che dicono essere stato veramente l'esecutore materiale del delitto s; mentre, più innanzi, è detto che: Certo prese parte alla trama il Figlio [di Ciceruacchio]... Luigi . Ma non è già stato provato ohe l'esecutore materiale fn quest'ultimo? Nugellae, se pure ad altri sembrino tali, in un ottimo lavoro, che ha il pregio di essere anche ben stampato* come sa fare hi benemerita in arte editoria Casa Zanichelli.
GIOVANNI MAIOU