Rassegna storica del Risorgimento

anno <1934>   pagina <1147>
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Libri, e periodici 1147
MARTANO ZINCALI, Liberalismo e fascismo nel Mezzogiorno d'Italia ( 1860-1932)i Milano, Trevea, 1933; voli. 2, L, 40.
Quelli che hanno cercato di comprendere il processo storico delTItalia rico­stituita in unità di nazione, si sono trovati dinanzi ad un problema che aveva le sue radici lontane nella storia dell'età del Risorgimento: un problema essenzial­mente storico, quello della intrinseca differenza tra il carattere mentale, lo sviluppo sociale, dei popoli del Nord e di quelli del Sud d'Italia. Lunghi secoli di governo diverso avevano scavato un abisso, formato due civiltà del tutto opposte* tra regioni che l'unità politica aveva portato estrinsecamente ad una vita politica comune. Specie nell'Italia meridionale, ove il dominio borbonico aveva Lisciato tracce non facilmente cancellabili di se medesimo, questo senso naturale di disagio per la partecipazione ad una vita politica troppo inadeguata alle possibilità spirituali ed alle esigenze di una economia arretrata, ai era manifestato per lunghi anni con conati non insignificanti di autonomismo postumo, con atti di brigantaggio, con varie manifestazioni di separatismo. Residui pervicaci di un mondo già decomposto, questi fenomeni, mentre non potevano contrapporsi efficacemente al dilagare trion­fante dell'idea nazionale, costituivano pure un peso morto ed inceppante che la giovane nazione portava con se nel suo sviluppo.
Da questa eredità del Risorgimento era costituita quella somma di problemi complessi che si suole definire la questione meridionale perchè in effetti il Mezzogiorno, con la sua inferiorità secolare, ne era la causa primissima e ne sop­portava le conseguenze maggiori.
Gli storici ai sono di solito arrestati dinanzi alla cosiddetta a questione come di fronte ad una muraglia chinese, e si sono limitati ad enunciarne solo i vari problemi, illustrandone tutt'al più la natura o le origini storiche: ma in genere hanno arretrato sbigottiti innanzi alla complessità delle cause, alla intri-catezza dei problemi, alla immensa congerie di pubblicazioni da esaminare. Sulla questione meridionale esiste, com'è noto, tutta un'immensa e farraginosa lette­ratura economica, statistica, pubblicistica, ma nessuna trattazione completa di storia, se non si voglia considerare come tale quanto al complesso problema ha dedicato il Turiello in un suo importante libro, ma ormai lontano nel tempo e perciò superato, sui Governanti e governati in Italia . Non sono mancati altri libri in cui, nel gran quadro della storia italiana, la questione del Mezzogiorno è stata vista nel suo preciso valore storico: ma essi attingevano ad altre opere specifiche sull'argomento che, per data di pubblicazione o per orientamento poli­tico dei loro autori (Jacini, Fortunato, decotti, Ni iti, Azimonti, Zanotti-Bianco), non potevano considerarsi complete rispetto alle realizzazioni svolte a prò' del Mezzogiorno dal Regime Fascista: talché anch'essi sono monchi della parte più interessante ed importante, ch'è appunto la risoluzione di questo spinoso problema della vita italiana raggiunta negli ultimi anni grazie alla sana politica del Regime.
Occorreva adunque rifare,* per tutti gli anni che vanno dalla Marcia su Roma, l'opera statistica, economica, politica, che non mancava per il precedente sessan­tennio. Qnesta ponderosa fatica è stata testé compiuto da GAETANO ZINCALI che, con questa sua opera, colma la grande lacuna e presenta la questione sotto un aspetto storicamente nuovo : infatti il problema qui è visto per la prima volta in tatto il ciclo del suo sviluppo, e perciò la visione è totalitaria e completa.
Diciamo subito che neanche questo vuol essere ed è un libro di storia, nel senso stretto della parola. Troppo vasto ed analitico nell'esame dei fattori stretta­mente economici , esso è poi scarso ed insufficiente nello stadio della questione colturale e morale che non è tra le meno importanti Se pure la ricerca è fondata sull'esame delle opere variamente realizzate dai governi che si sono susseguiti in Italia, e da esso nasce, ipsis rebus distuntibus, un giudizio storico e critico che si