Rassegna storica del Risorgimento

anno <1934>   pagina <1149>
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Libri e periodici 1149
aspetto assai diverso da quello che si presentava ai governanti liberali del periodo prebellico. La guerra europea aveva infatti cementato l'unità spirituale della nazione a traverso il contatto di soldati meridionali e settentrionali combattenti per la stessa idealità, aveva fuso in ima sola coscienza nazionale popoli appartenenti a regioni ancora etnicamente diverse, aveva costituito quella consapevolezza dell'u­nità spirituale d'Italia dalla quale doveva nascere, come irrevocabile portato della storia stessa, il Fascismo. L'opera del Regime non ba fatto dunque che perfezio­nare, nel campo della prassi e dell'economìa, a traverso una sana politica costrut­tiva, il processo ideale già iniziatosi alle profonde radici del popolo italiano.
// tanto diffamato e così malamente conosciuto Mezzogiorno d'Italia è, in realtà una delle forze più potatiti della Nazione ; non solo esso può conside­rarsi una riserva demografica e una riserva di saggezza per la Nazione, ma esso è profondamente unitario. Separatismo, borbonismo, autonomismo ed altri anti­patici ismi della stessa specie non esistono. Questo fatto è degno'di rilievo e di esaltazione, anche e soprattutto perchè, se v'è regione che sia stata trascurata dall'Italia ufficiale, è precisamente il Mezzogiorno . Sono parole ed idee del Duce alla vigilia di assumere il governo. Con tali opinioni e propositi può ben imma­ginarsi quale ba dovuto essere l'opera del Regime per il Mezzogiorno, in un dodicennio di vita.
La documentazione dello Zingali si arresta alle opere compiute al primo decennale. Secondo i criteri che informano il libro, la documentazione non è però soltanto elen catri ce di fatti e di risultati: essa segue lo spirito della politica musso-liniana nelle sue molteplici forme, e considera l'importanza della politica agraria a traverso il paragone di quello che è il Fascismo rurale di oggi e di quello che fu il liberalismo rurale dell'Italia prebellica, mettendo soprattntto in rilievo i provvedimenti di ordine generale, come quelli per gli usi civici, per le coloniz­zazioni e migrazioni interne, per il credito agrario, per lo sviluppo dei sistemi di irrigazione e della tecnica di coltivazione, per l'incremento delle colture arboree, per la bonifica integrale, per la battaglia del grano. Opere, in concreto, veramente gigantesche, realizzate a traverso gravi impedimenti, delle quali si risentono già i benefici effetti, giacché tutto un popolo, per lungo tempo negletto, rientra ora nel circolo della vita economica della Nazione, e porta ad essa il contributo di una forza e di una ricchezza lungamente disconosciute. Era la miglior maniera di avviare, se non proprio di raggiungere, la soluzione della insolubile questione meridionale.
in.
In un esame dì elementi così complessi, come quello che lo Zingali si è assunto, anche la politica economica e finanziaria svolta dal Governo Fascista a prò del Mezzogiorno, non poteva esser vista che unitariamente, come politica vera­mente nazionale tendente a stabilire un livello economico tra le varie regioni, o meglio, un rapporto equo di ricchezza tra produzioni diverse, tutte concorrenti ad un maggiore incremento della economia nazionale. Per giungere a tale parità occorreva adunque, come il Governo Fascista ha fatto, dare un maggiore impulso al movimento della finanza pubblica, sìa per le spese che per le entrate, stabilire, man mano che questa politica di sviluppo si andava compiendo, un rapporto costante tra onere tributario ed opere pubbliche. Dalla documentazione minutis­sima offertaci dallo Zingali, ricca di indici sintetici dello stato economico e di altri concreti dati statistici, appare lampantemente quale, e quanto grandioso, sia stato il progresso del Mezzogiorno in dieci anni dì Regime Fascista; nò è possibile dare qui una sia por minima idea delle realizzazioni compiute nel campo della triade classica di ogni economia nazionale, cioè nell'agricoltura, nell'industria e * nel commercio.