Rassegna storica del Risorgimento

MACCAFERRI LUIGI
anno <1934>   pagina <11670>
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Pietro Fattele
ostante la scarsezza dei mezzi e del personale, da essi si è prov­veduto e si provvede con la migliore Buona volontà alla conser­vazione ed all'ordinamento del materiale archivistico. Lasciamo anche da parte gli Archivi provinciali del Mezzogiorno, ai quali col regolamento del 1911 furono provvidamente estese le dispo­sizioni che regolano gli Archivi di Stato. Ma la maggior parte delle Provincie in Italia non ha ne un archivio di Stato, né un archivio provinciale. E quale sia la sorte delle carte contenute negli uffici e nelle magistrature le quali dovrebbero conservare ordinatamente con i propri atti quei delle magistrature e degli uffici cessati, è a tutti noto. E quali siano le condizioni di molti archivi degli enti pubblici, provincie, comuni, enti morali ben conoscono quanti per ragioni di studio hanno dovuto talvolta salire nelle soffitte dove carte e documenti, spesso preziosi, sono abbandonati alle tarle ed ai topi.
Ma a me spetta il compito particolare di trattare degli archivi privati. Più propriamente, come osservava Antonio Panella in alcuni importanti articoli pubblicati nel periodico il Marzocco (24 febbraio-10 Marzo 1918), dovremmo chiamarli domestici, poiché il concetto di privato è comune a tutti gli archivi che, non appartenendo allo Stato, e non essendo perciò pubblici nel vero senso della parola, sono soltanto soggetti ad un'azione di vigilanza statale. Ma giova valerci della denominazione univer­salmente usata. Intendiamo adunque per archivi privati quei la cui proprietà non appartiene né allo Stato, né ad altri enti pubblici. Ma non sarebbe giusto attenersi soltanto alla natura patrimoniale di essi. U fatto stesso che anche gli archivi privati, nella massima parte dei casi, sono una raccolta di documenti che sono testimonianze storiche, deve indurci a considerare più che il loro carattere patrimoniale, l'importanza generale e nazio­nale del materiale che custodiscono.
Un gruppo di archivi privati si è formato, con procedimento graduale, in rapporto con gli avvenimenti politici, culturali ed economici di una città o di una regione, in una famiglia i cui personaggi hanno comunque partecipato a quegli avvenimenti. Le complesse vicende politiche della Nazione che, per lunghi secoli, è stata il centro e la forza coordinatrice della civiltà europea, hanno creato per molte famiglie circostanze special­mente favorevoli e ragioni di attività che trascendono i limiti ristretti della vita privata: famiglie che sono riuscite a creare