Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI
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1934
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Sugli Archivi privati
SUGLI ARCHIVI PRIVATI
La provvida nomina di S. E. de Vecchi di Val Cismon a Commissario per gli Archivi dimostra quale sia il volere del Governo Fascista per risolvere un problema che è di vitale importanza per la conservazione e la tutela del nostro patrimonio storico.
Quando nel 1911 l'on. Luzzatti annunziò alla Camera dei Deputati che fra le leggi da discutere ve n'era una sugli Archivi, promossa e vivamente caldeggiata da ce un uomo che tutta l'Italia onora , ed alludeva a Pasquale Villari l'annunzio fu accolto dal mormorio dell'Assemblea. Era proprio il caso di occuparsi di una questione che non interessava se non pochi studiosi? E la legge non fu discussa; né finora si è avuta quella legge preconizzata dal Cantelli fin dal 1875 per un definitivo ordinamento degli Archivi italiani.
Il Fascismo che, come ha detto il Capo del Governo, nel memorabile discorso alla Società Romana di Storia Patria muove dal passato per balzare incontro all'avvenire , sente tutta l'importanza dei documenti e delle testimonianze della nostra storia gloriosa che sono affidate alle carte degli Archivi; e non v'è dubbio la nomina di S. E. de Vecchi ce ne dà sicuro affidamento che il Governo Fascista procederà con quella rapidità e con quella risolutezza con la quale esso ha risolto e continuamente risolve tanti altri problemi della vita nazionale.
Il problema degli Archivi è di una vastità e di una complessità che forse sfugge a taluno. Lasciamo da parte gli Archivi di Stato i quali hanno già un 'organizzazione che potrà e dovrà essere perfezionata. Essi si onorano di una tradizione di uomini insigni che dettero agli Archivi operosità e dottrina; e, non
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