Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVI
anno <1934>   pagina <1171>
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Sugli Archivi privati 1.171
potenti signorie, come i Medici, gli Sforza, i d'Este, i Gonzaga, i Farnese, che hanno concorso al governo di Repubbliche glo­riose come Venezia, Genova, Pisa, ecc., che hanno dato Ponte­fici alla Cristianità, raccolgono nei loro archivi le testimonianze della loro fortuna e delle loro tradizioni; ma l'una e le altre sono intimamente connesse con gli avvenimenti della storia nazionale ed europea. Anche gli alti dignitari ecclesiastici, i grandi feudatari, i condottieri, gli ambasciatori possono aver lasciato ai loro discendenti collezioni di atti nei quali è riflesso, con aspetti diversi, l'incomparabile prestigio storico dell'Italia nel mondo.
L'importanza di codesti archivi è appunto in relazione con l'origine, l'ambiente e le caratteristiche dei documenti: quasi sempre in essi gli atti sovrani, pontifici, comunali, gli atti giudiziari sono i più numerosi. Pertanto il nucleo più notevole degli archivi privati è dato da quei documenti che il Regola­mento per gli Archivi di Stato, 2 ottobre 1911 n. 1163, qualifica come atti di Stato, rivestiti di natura demaniale. Gli stessi docu­menti di ordine privato, epistolari, memorie, diari, ecc., e quelli che riguardano l'amministrazione del patrimonio fami­liare o delle aziende commerciali, offrono quasi sempre elementi preziosi e, alcune volte, nuovi e decisivi per la ricostruzione della vita nazionale nella politica, nelle arti, nei costumi e nell'economia. Se il nucleo degli atti di Stato è dichiarato d'in­teresse pubblico, anzi demaniale, non si deve disconoscere l'interesse pubblico anche per questo secondo gruppo di docu­menti, ancorché siano più propriamente di redazione privata. Vogliamo citare un solo esempio, estraneo alle raccolte italiane : neU'archivio privato dei duchi di Veragua in Madrid si trovano lettere autografe di Cristoforo Colombo.
Le stesse considerazioni valgono per gli archivi raccolti per iniziativa di collezionisti, perchè, se è differente il processo di formazione di essi, non muta la natura degli atti che li costi­tuisce. Forse la diversità consiste in questo: quasi sempre gli archivi dei collezionisti conservano un maggior numero di codici e di autografi, e da un certo punto di vista offrono rilievo più notevole.
Ora, appunto per la quantità ed il valore delle raccolte docu­mentarie private in Italia, sarebbe slato necessario svolgere con norme precise e concrete, un'azione efficace e vigile per impe-