Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI
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1934
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Pietro Fedele
Intanto di fronte alle continue e preoccupanti manomissioni di archivi di proprietà privata che venivano spogliati della parte migliore per esportarla e venderla all'estero, incominciarono ad interessarsi della sorte di questi archivi gli enti di cultura. Fu prima a muoversi la Società Storica Subalpina che, dopo aver toccato l'argomento in alcuni suoi congressi, ne trattò esaurientemente in quello di Chieri nel 1912; ma i risultati furono in verità scarsi, anche perchè il congresso non tenne conto dell'esistenza della legge del 1909. Quindi la conclusione circa il diritto da parte dello Stato di estendere ai manoscritti e documenti storici le disposizioni già vigenti per le antichità e le belle arti; veniva ad affermare un principio già sancito dalla legge. H Congresso trattò anche di un altro punto del problema : l'actio ad exhibendum , cioè l'eventuale diritto da parte degli studiosi di esaminare i documenti storici in possesso di privati. I pareri furono vari e discordi; e qualche congressista oppose che qualsiasi provvedimento legislativo sia per impedire l'esportazione dei documenti, sia per obbligare i proprietari a metterli a disposizione del pubblico, avrebbe ottenuto il solo risultato di far chiudere e di nascondere tutti gli archivi privati. H Congresso, col rinvio della questione ad una speciale commissione, finì col seppellirla.
Lo scandalo della vendita all'estero dell'archivio Medici-Tornaqiiinci richiamò l'attenzione del pubblico sul complesso ed urgente problema. Apparvero allora gli articoli del PA-NEIXA sul periodico II Marzocco. La R. Deputazione Toscana di Storia Patria promoveva l'adesione di tutti gli enti di cultura italiani (Accademie, Deputazioni e Società Storiche) per un'azione comune. Nell'adunanza dell'8 giugno 1918 la Deputazione approvava il seguente ordine del giorno:
La R. Deputazione toscana di storia patria, sollecita dell'accertamento e della conservazione del patrimonio storico nazionale insidiato dall'ingordigia di coloro che, spinti dall'alto valore venale raggiunto dai nostri documenti, fraudolentemente li esportano per venderli all'estero, e di coloro che la crisi sempre crescente della carta ha indotto al facile e lucroso commercio di quella da macero; mentre si augura che Governo e Parlamento vogliano provvedere, nell'interesse degli studi e della pubblica amministrazione, ad un conveniente ordinamento legislativo degli Archivi italiani, quando la vittoria avrà dato alla