Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVI
anno <1934>   pagina <1176>
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Pietro Fedele
La relazione dell'Accademia delle Scienze, pubblicata negli Atti accademici, mosse la R. Deputazione toscana a nominare una Commissione nelle persone dei soci Luigi Chiappelli, Del Vecchio, Marzi, Rondoni, Schiaparelli, incaricata di prendere in attento esame la relazione Patetta, di dichiarare il suo spas­sionato parere, ponendo la Deputazione in condizione di deci­dere sul da farsi.. La Commissione presentò una elaborata relazione, nella quale confutò esaurientemente le obiezioni dell'Accademia di Torino, e concluse che la Deputazione, mossa dall'interesse degli studi e forte del consenso di tutti gli isti­tuti di cultura italiani, dovesse continuare nella via già tracciata ed insistere nelle proposte fatte.
Ma la cosa non ebbe seguito.
Di essa si è interessato qualche anno fa Roberto Ridoni, presentando al Consiglio Superiore per gli Archivi un progetto di legge, del quale si possono trovare le linee generali in un articolo dello stesso Ridoni pubblicato nella Bibliofilia del giugno 1928 col titolo Della questione degli archivi privati in Italia e della sua risoluzione. Il Ridolfi propone la creazione di Consorzi provinciali tra proprietari di archivi e di mano­scritti sotto il diretto controllo dello Stato. Al riordinamento ed all'inventario degli archivi dovrebbe provvedere a proprie spese e con suo personale lo Stato, mentre i Consorzi avrebbero il com­pito di mettere a disposizione del pubblico i documenti mediante un proprio archivista di fiducia. Naturalmente la creazione dei Consorzi dovrebbe essere preceduta dal censimento degli archivi.
Non m'indugerò a dimostrare come il progetto, del resto non nuovo, poiché il Ridolfi ripropone sostanzialmente le idee proposte già fin dal 1906 da Angelo Pesce, incontrerebbe le più gravi difficoltà, se si tentasse di effettuarlo. Comunque né il pro­getto del Pesce né quello del Ridolfi hanno avuto alcun seguito.
Qualsiasi provvedimento di tal genere è oggi prematuro. H problema si presenta oggi ancora quale lo vide il Congresso Internazionale di Statistica nel 1867. Se non si sa quali, quanti e dove sono gli archivi, è inutile pensare al modo di organiz­zarli e di farli servire al pubblico. Oggi si dovrebbe:
1 * Dare alle direzioni degli archivi di Stato l'autorità ed i mezzi necessari per l'esecuzione della legge 20 giugno 1909, n. 364, nei riguardi degli archivi privati.