Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVI
anno <1934>   pagina <1179>
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Sugli Archivi privati 1179
degli archivi ecclesiastici. La Santa Sede ha sempre inculcato ai Vescovi d'Italia il dovere della conservazione di così grande tesoro. Senza risalire alla costituzione di Papa Benedetto Xlli sugli archivi ecclesiastici, basta ricordare le circolari inviate dalla Segreteria di Stato della Santa Sede ai Vescovi d'Italia il 30 settembre 1902 e 12 dicembre 1907. Ma un nuovo e più solenne documento il card. Pietro Gasparri, Segretario di Stato di Sua Santità, inviava il 15 agosto 1923 ai Vescovi italiani per ricordare ad essi come il patrimonio archivistico a dovesse essere conservato e trasmesso integro ai posteri, dovesse essere ammi­nistrato sapientemente, per modo che fruttasse alla religione, alla scienza, all'arte: altrimenti i possessori non gloria ma diso­nore procurerebbero a se medesimi . E manifestava la volontà risoluta del Santo Padre che si eseguissero intelligentemente, con intima persuasione e religioso ossequio le prescrizioni, minutamente date, per assicurare la conservazione, il buon ordine e l'uso delle ricchezze storiche che le chiese posseggono. Sarà compiuto così un nobile dovere, un impegno d'onore ed appagato insieme il vivo desiderio, anzi l'attesa di tutte le persone più colte e più zelanti per la gloria delle nostre chiese e della Patria . Alla circolare si aggiungeva con* una nuova let­tera del 3 settembre 1922 una forma di regolamento per la custodia e l'uso degli Archivi e Biblioteche Ecclesiastiche.
Inoltre, per formare nelle Diocesi italiane archivisti e biblio­tecari adatti il Pontefice disponeva di aggiungere alla Scuola di Paleografia e Diplomatica, istituita presso l'Archivio Vaticano, un corso di Archivistica, invitando i Vescovi a mandarvi i gio­vani chierici che dimostrassero attitudine a tali studi.
Non poteva aspettarsi di più e di meglio dall'insigne studioso che dalla direzione della Biblioteca Vaticana è salito all'onore della Sede Apostolica. Che le sapienti disposizioni di Papa Pio XI abbiano avuto buon risultato non si può negare; i Vescovi, generalmente parlando, hanno dimostrato e dimo­strano oggi maggiore consapevolezza del dovere di conservare gli archivi ad essi affidati. E tuttavia le manomissioni di archivi ecclesiastici sono tutt'altro che rare: dolorosi esempi recenti, che non è qui il caso d'indicare particolarmente, dimostrano che, per ignoranza o per negligenza, alcuni archivi ecclesiastici hanno subito manomissioni gravi, o sono in uno stato di deplo­revole disordine, o sono inaccessibili agli studiosi.