Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI ; MUSEI
anno
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1934
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pagina
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1182
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1182
Antonio Monti
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Qual'è la situazione presente dei Musei ed Archivi del Risorgimento?
A prescindere dalla importanza e preziosità del materiale che essi hanno potuto e saputo adunare nei cinquantanni da che furono istituiti i primi musei di Torino e di Milano, poi seguiti dagli altri, la situazione presente è in generale questa:
a) locali insufficienti e inadatti a dar rilievo alle molte opere d'arte che i musei possiedono;
b) scarsezza dei mezzi economici necessari ad esporre le collezioni e a custodire documenti e libri e a compilare i relativi regesti, inventari e cataloghi;
e) prevalenza di criteri personali nel modo di esporre, cioè un malinteso senso di indipendenza per il quale, mentre per alcuni musei si è già arrivati a criteri di retto equilibrio storico ed estetico, in altri si è ancora alla fase pericolosa e non educativa degli altarini personali e della agiografia;
d) faticosa e disorganica polarizzazione verso i musei dei documenti e dei carteggi esistenti presso i privati delle rispettive zone;
e) formazione di troppo piccoli e troppo disorganici nuclei bibliografici, ed anche questi più come materiale da lavoro dei dirigenti di musei, che non come sezioni organiche degli istituti.
Più grave la situazione dei cataloghi e degli inventari. I dirigenti degli archivi e dei musei del Risorgimento procedono con criteri personali, senza contatti reciproci e senza uniformità. Io credo che se c'è una materia documentaria e una materia bibliografica per le quali sarebbero indispensabili criteri uniformi di regesto e di catalogazione, tale è precisamente quella relativa al Risorgimento. Qui infatti la rigidezza e la impostazione scientifica delle catalogazioni possono concorrere- a neutralizzare uno dei difetti sostanziali della storiografia del Risorgimento, che è quello di essere ancora scarsamente scientifica, facile monopolio amore di dilettanti, strumento ancora non ripudiato (come autorevolmente venne deplorato dal nostro Presidente) di lotte partigiane sul terreno politico.
Non s'intende già accennare a metodi nuovi di archivistica e di catalogazione bibliografica, perchè le norme in proposito emanate dallo Stato e quelle insegnate nelle scuole di paleografia,