Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVI ; MUSEI
anno <1934>   pagina <1185>
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Archimi e Musei del Risorgimento 1185
A
Un'altra delle attività che il coordinamento dovrebbe inten­sificare potrebbe esser quella di far compilare da parte dei sin­goli archivi e musei del Risorgimento un elenco dei fondi docu­mentari esistenti presso gli istituti delle loro zone e presso i privati, primo passo necessario a quell'opera necessaria ed urgente già auspicata anche nell'ultimo congresso, intesa a per­suadere i privati a versare ai musei del Risorgimento, magari a titolo di deposito, i loro archivi e i loro documenti.
A questo proposito non mi dilungo perchè l'argomento degli archivi privati è stato trattato da S. E. Fedele.
Mi si consenta finalmente di completare la mia relazione richiamando l'interessamento su una serie di documenti che più degli altri sono soggetti all'azione deleteria del tempo, cioè sui documenti fotografici. Intendo riferirmi in modo speciale alle fotografie di patrioti, di scene, di località, ecc., che la luce distrugge inesorabilmente. Basta osservare quelle che si tro­vano esposte in tutti i musei per rilevare come siano scomparsi i toni chiari, riducendosi le fotografie alle macchie oscure. Urgente è l'eseguire riproduzioni a mezzo incisioni, perchè è provato che la durata massima di una fotografia al nitrato d'ar­gento esposta alla luce non supera i cinquant'anni. Si tratta di documenti che, come 'tutti gli altri che possono formare un Museo del Risorgimento, noi abbiamo il dovere di tramandare alle future generazioni, nulla trascurando per combattere l'azione del tempo e per riparare alla fragilità che tanto spesso è insita nelle cose stesse che noi dobbiamo conservare.
MONTI
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