Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
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1934
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pagina
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951
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/ Fardello, di Torre Arsa 951
Alla prova egli dimostrò un'altra capacità, quella organizzativa. Uno dei problemi più gravi che la rivoluzione non potè risolvere fu quello del passaggio dallo squadrismo e dalla Guardia nazionale all'esercito regolare. Vi si opponevano la indisciplinatezza tipica del siciliano dell'occidente accresciuta dalle circostanze straordinarie e la mancanza di tradizione e di educazione militare. À differenza di quella piemontese, la nobiltà siciliana non abbracciava che raramente la carriera militare; e, con la desuetudine alle armi e la scarsa cultura militare, essa a se precluse la gloria di cui rifulse quella, ed alla rivoluzione la vittoria definitiva. La famiglia dei Torre Arsa, coi suoi ufficiali di terra e di mare, costituì una delle eccezioni. Le squadre improvvisate, spesso con elementi impuri (93), e la Guardia nazionale, troppo borghese e cittadina con il suo spirito di parte e di sistema della eleggibilità dei gradi, furono due prodotti tipici della rivoluzione. Evidentemente, accozzare squadre non era difficile; il difficile era formarle di buoni elementi e disciplinarle. Le squadre, ce la vera forza della rivoluzione , avrebbero potuto essere, se disciplinate e ben comandate sia pure da siciliani, un elemento prezioso nella guerra. Ma anche i siciliani nel '48 commisero l'errore di affidare il comando militare a un generale straniero. La Guardia nazionale fu inutile in guerra e di grave imbarazzo, a qualunque governo, in pace (94). Enrico, nominato colonnello di cavalleria (95), seppe, per proprio conto e nel proprio paese, rimediare il difetto costituendo un nucleo di armati, così disciplinato da guadagnarsi gli elogi anche della parte avversa, ed istruendolo secondo la regola dell'arte militare. Inflessibile con se stesso e verso gli altri di una fermezza non comune, temperata, però, da un senso di umanità profondo e da un intuito sicuro dell'animo dell'occidentale, eh'è capace di disciplina fino al sacrificio quando chi lo comanda sa toccarne le fibre ed avvincerlo a se, Enrico trasformò le sue squadre in un corpo agile e disciplinato, con
(93) TOIIHK ARSA, Rie., p. 149, cfr. p. 153, 159-60. Fonie egli avrebbe preferito che le forze militari fossero costituite solo da squadre bene organizzate e comandate da ufficiali isolani.
(94) TORSE ARSA. Rie., p. 159. V. a p. 160*161 le sagge considerazioni.
(95) Arehm conte Fwdella T. A., decreto del presidente del comitato Riso.