Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
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1934
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pagina
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952
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952 Francesco De Stefano
cui restaurò l'ordine nella provincia e che condurrà compatto a Messina e più tardi in Calabria.
Mentre, difatti, attendeva, insieme con Giambattista, all'organizzazione militare, ricevette l'ordine di partire per Messina, ove i regi erano ancora forti. Col suo battaglione ed un grappo di barche cannoniere, rafforzatosi per via di un altro contingente raccolto a Palermo, egli giunse a Messina in tempo per partecipare all'assalto del forte Real Basso (96). H coraggio dimostrato in quel fatto d'arme gli valse l'ammirazione di tutti e l'encomio solenne del Parlamento (97). Insieme col Ribotti e col Longo, egli fu quindi incaricalo di trattare l'armistizio col nemico (98). Sospese le stillila, prese parte all'organizzazione della spedizione che, sotto il comando del Ribottì, era destinata a partire per la Lombardia ed a combattere nella guerra nazionale contro gli austriaci (99). Insieme con quella precedente del La Masa ed altre che avrebbero dovuto organizzarsi, essa intendeva dimostrare, anche con la partecipazione diretta, sia pure con mezzi scarsi, quanto fosse progredito il cammino di avvicinamento della Sicilia all'Italia.
L'altro problema, pure grave ed urgente, era quello della finanza. L'amministrazione finanziaria richiedeva cure immediate nei quadri e nell'ordinamento che il primo istante della rivoluzione aveva scompigliato. Se sarà merito di Filippo Cordova il riordinamento dell'amministrazione, quando sarà costituito il ministero delle finanze, il compito che il Comitato di finanza, presieduto dal marchese di Torre Arsa, esplicò nel primo tempo, fu, sotto l'apparente modestia, di particolare importanza. Occorreva risparmiare, finche si potesse, od almeno attenuare, il perturbamento nella gestione ed assicurare la normale riscossione delle imposte in un momento eccezionale ed in un paese povero e indisciplinato, con la guerra sulle spalle e senza esercito, né marina. Occorreva riportare la calma negli uffici, assicurando i vecchi impiegati e collocando i nuovi fedeli al regime rivoluzionario. All'opera del suo Comitato il Torre Arsa impresse direttive di saggezza tali che l'azienda finanziaria
(96) TORBE AUSA, Rie., p. 218; Munì, della rivolta. Sic., oli., I, iloc. LI UIJ r, attestato dal colonnello Orsini.
(97) TORRE ÀRSA, Rie., p. 272.
(98) G. DE SIVO, Op, cil., I, p. 168-9.
(99) Meni, della rivolti*. Sic., I, p. 103.