Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; LONDRA ; SOLAROLI PAOLO
anno <1934>   pagina <1194>
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1194 de Vecchi di Val Cisnwn
Valerio Conimis. Straordinario in Ancona, ed essere stato assai più dispiacente ancora di non aver veduto subito richiamato lo stesso Commissario, o quanto meno disapprovato nel giornale ufficiale il tenore provocante di quel proclama.
Mi osservò che l'Austria attenta ad ogni nostro atto, si valse subito di quell'imprudente documento officiale per rappresen­tare a tutte le Potenze <( Voi mi parlate di cedere la Venezia, non vedete che la Sardegna estende già le sue viste 6u Trieste <( sulla Dalmazia sul Tirolo!!! .
Ora è certo, mi disse Russel che l'Austria farà appello alla Confederazione Germanica contro tali pretese del Piemonte, ed è più che probabile che le sarà dato favorevole ascolto.
Io domandai allo stesso Ministro se il suo governo avrebbe aderito, ed anche appoggiata la proposta della cessione di Ve­nezia? Ella vuol alludere, mi rispose, a quanto dissero i giornali 6ulla pretesa missione di Lord Granville ma non sussiste che Lord Granville abbia avuto una tale missione, bensì trovandosi egli a Parigi, ed essendo amico personale di Waleschy conferì con questo su tal proposito, ed ebbe a sentire da lui che l'Im­peratore avevagli detto che l'ambizione di Vittorio E. era così grande da non tenersi soddisfatta coli'acquisto della Venezia, ma pretendere molto di più. Che invece esso Napoleone stava sempre fisso nel suo primo progetto che l'Italia sarebbe assai meglio ordinata e tranquilla colla Confederazione da lui pro­posta, che non colla voluta sua Unificazione.
Ciò è quanto Lord Granville scrisse a Russel in tutta con­fidenza ed il Governo inglese non credette per il momento dover agire, senza però perdere la speranza di potervi riescire in epoca più opportuna.
Interrogato Lord Russel sulla permanenza della flotta nelle acque di Gaeta mi rispose avergli Lord Cowley scritto che in seguito alle serie e ripetute rimostranze del Governo Inglese, l'Imperatore avevagli formalmente promesso che avrebbe pro­posto una sospensione di ostilità per quindici giorni e che se V. E. l'accettava avrebbe alla scadenza di tal termine richia­mata la flotta. Lord Russel mi soggiunse che egli sperava che il Piemonte avrebbe accettato tale condizione, quindici giorni essendo presto trascorsi, ma mi disse di consigliare il Governo a badar bene, ed accertarsi prima di proclamare il blocco per mare, se l'Imperatore lo approverà, poiqjiè è probabilissimo che