Rassegna storica del Risorgimento

MENOTTI CIRO
anno <1916>   pagina <151>
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La vera ultima lettera di (Hro Menotti JJJJ
8 gingao '48) scriveva: La impassibile fermezza che traspira dalla lettera del Borelli, la dolce e patetica rassegnazione che anima tutta la lettera del Menotti tale infondano nei cuori di chi legge una commozione che non si può esprimere .
Ritengo cosa opportuna riprodurre anzitutto la lettera cosi come fu stesa dal Menotti, rispettando perfino le mende, e quindi l'altra modificata; il lettore rileverà da sé quanto pia vera, più semplice, più spontanea sia la prima, raffrontata con l'altra, resa pretensiosa, fredda dalle varianti apportatevi.
Carissima moglie,
Itile 3 /, del 26 maggio 1831;
La tua virtù e la tua religione sieno teeo e ti assistine nel ricevere ohe farai questo mio fòglio Sono le ultime parole dell'infelice tuo Ciro Egli ti rivedrà in più beato soggiorno Vivi ai figli e fa loro da Padre ancora; ne hai tutti i ri qui siti. L'ultimo amoroso comando che impongo al tuo cuore è quello di non abbandonarti al dolore Vincilo, e pensa ehi è che te lo suggerisce e consiglia.
Non resterai che orbata di un corpo che pur doveva soggiacere alla sua fine L'anima mia sarà come divisa teco da tutta l'eternità Pensa ai figli e In loro seguita a vedervi il loro genitore, e quando l'età farà conoscere chi era dirai loro ch'era uno che amò sempre il suo simile
Pò te l'interprete dell'ultimo mio congedo con tutta la famiglia: io mojo coi nome di tutti sul cuore, e la mia Cocchina lo invade tutto.
Non ti spaventi l'idea dell'immatura mia fine giacche iddio mi ac­corda forza e coraggio sin qui d'incontrarla come la mercede del giusto; mi farà la grazia fino al fatai momento
Il dirti d'incamminare i figli sulla strada della virtù è dirti ciò che bai sempre fatto; ma dicendo poi loro ohe era tale l'intenzione del suo genitore crederanno di onorare e rispettare la mia memoria ancora ub­bidendoti Cocchina mia, prevedo le tue angoscio, e mi si divide il cuore alla solo idea. Non abbandonarvi ti: tutti dobbiamo morire Ti mando l'ultimo pegno che mi rimane: dei miei capelli danne in memoria alla
famiglia.
Oh buon Dio 1 quanti infelici per mia colpa ; ma mi perdonerete. Dò l'ultimo buccio ai figli; non oso individuarli perche troppo mi angustie-rei tutti a quattro e 1 genitori e l'ottima Nonna, la cara sorella e Ce­lere; insomma tutti vi ho presenti. Addio per sempre Cocchina; sarai sempre la madre de* miei figli. In questo ultimo tremendo momento le