Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; LONDRA ; SOLAROLI PAOLO
anno <1934>   pagina <1198>
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1198 de Vecchi di Val Cumon
In quanto alla Cicilia le cose anderano meglio dopo che il Parlamento sarà aperto, ma a Napoli la cosa cambiano e qui a fatto molto dispiacere la cosa dell* Arci vescovo e del Teatro St. Carlo, di vedere che il Governo ha fatto affatto nulla perchè tolerando questoggi bisogna tolerare domani altri più gravi, e finirà coli "anarchia, giache il Governo Francese in secretto lo desidera; dica dunque al suo Governo che in talli contingenze di cose, non si deve permettere dimostrazioni né favorevoli, né contro, e che per vivere bisogna punire con energia, e non colla debolezza; dirà anche che la Nazione Inglese ama molto la libertà, ed ha molta stima per Garibaldi, ed i suoi, ma che prima di tutto la Nazione Inglese ha un grande rispetto alle Leggi, diche punendo sotto queste si avrà maggiormente la sua simpatia.
Lord Palmerston mi disse anche di dire a V. M. che non solo pregava, ma scongiurava che non si pensasse a fare la guerra all'Austria questa primavera, non solo noi, ma che era dovere del Croverno del Re d'Italia (che così lo voi chiamare) d'impe­dire qualunque siasi dimostrazione di Garibaldi, contro Venezzia, Trieste, Dalmazia ed Ongheria; ora disse il Go­verno Italiano non puoi dire che non ha mezzi d'impedire. perchè ha una buona armata di terra, ed una rispetabile forza per mare. Disse che facendo ciò è l'unico mezzo di vincere l'Austria che non puoi più andare avanti senza bancarotta, diche tocarla da qualunque siasi parte e fare ciò che vuole, perchè avrebbe tutte le ragioni di diffondersi, e ci piomberebbe a dosso con tutto il suo poderoso Esercito, perchè nessuna potenza potrà impedire alla Russia d'intervenire in Ongheria come ha già fatto, e invece di venire con 100/m uomini, verrebbe con 200/m e 300/m se occorresse, e l'Austria avrebbe anche tutta la de-plomazia in suo favore e o con la forza, o con congresso, po­trebbe guadagnare ciò che ha perduto, o almeno una grande parte, onde scongiura la M. V. ed il Governo di non dare fidanza alcuna all'Ungheria, acciò non cadere nell'acio che l'Austria e la politica di Napoleone ci attende. Di più ma ciò sarà tuttaffatto confidenziale per V. M. Nelle tratative che il Governo Inglese intamò coli'Austri a su la cessione della Venezia, la ragione che aduce questa per non accettare, sono le seguenti; quando avrò ceduto la Venezia, il Piemonte vorrà il Tirolo, Trieste la Car-gnola e la Dalmazia, e chi sa cosa altro, donque è necessario di