Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; LONDRA ; SOLAROLI PAOLO
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1934
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de Vecchi di Val Cismon
nuele per ottenere dal Re quanto il Presidente del Consiglio e Ministro degù affari esteri nella sostanza negava, impiegando allo scopo ogni mezzo: dal consiglio, alla dimostrazione illuminata dell'interesse del nuovo Stato, fino alla minaccia più palese di ogni danno da parte dell'Austria liberata dalla Russia dei fastidi ungheresi, ed in ultima analisi fino ad agitare lo spettro di un suo stesso intervento armato contro la nuovissima
Italia.
L'Inghilterra a sua volta, e non possiamo non crederle, asseriva di essersi fatta mediatrice con l'Impero austriaco ottenendo risposte il cui tenore si è poi ripetuto, salvo un più alto ed insolente tono della voce, fino alla vigilia dell'ultima grande guerra. Il tono della voce è stato poi ereditato con tutto il fiele da uno degli Stati successori dell'Impero austriaco e per ora non sembra dileguarsi e neppure affievolire.
Come Cavour si comportasse in Ungheria, nel supremo interesse della grande fatica alla quale doveva soccombere in luce di martirio, è da vedere in altra sede e del resto è noto. Come si comportasse il Re davanti a questo grave problema e di fronte alle minaccie ricevute non era noto e si vede qui. Il contenuto linguaggio che le nostre ricerche ed il relativo commento impongono non consente di far assumere mai a queste pagine un tono agiografico; ma è fuor di dubbio che le pagine che pubblichiamo dimostrano nel Re Vittorio Emanuele non soltanto qualità di abilissimo diplomatico ma ben anche una audacia ed una fermezza che non meravigliano per chi conosca la figura di questo italianissimo En-