Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOGRAFIA ; POLONIA ; STORIOGRAFIA
anno <1934>   pagina <1214>
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Calisto Morawski
del Pontefice che ebbe un influsso così profondo sullo svolgi­mento della Storia d'Italia del secolo scorso. Non è superfluo aggiungere che l'opera è basata su un lavoro serio e sulla per­fetta conoscenza della letteratura politico-ecclesiastica di quel­l'epoca. Le note bibliografiche possono essere utili anche oggi. Oltre a questo, il Pelczar è l'autore del libro sulle Associazioni segrete italiane nella prima metà del sec. XIX (Tajne stonar* zyszenia tvloskie w piemszej polo-vaie 7CIX ivieku). La Masso­neria gli è profondamente antipatica, come società rivoluzio­naria anticattolica, perseverante nell'opera della distruzione della civiltà cristiana. L'autore deplora sinceramente l'influsso eser­citato dalle società secrete in Italia. Anche il valore di questo libro consiste in molti particolari specialmente interessanti intorno all'attività della Massoneria nella vita politica e cultu­rale d'Italia.
Queste sarebbero le opere principali sul Risorgimento ita­liano dovute agli storici polacchi nel sec. xix. Qui si potrebbe completare ancora quell'elenco con qualche articolo inserito qua e là nelle riviste come un articolo anonimo sul Cavour apparso nel 1890 in Ateneum di Varsavia, oppure un profilo di Crispi pubblicato nello stesso Ateneum un anno dopo.
Nel secolo nostro assistiamo a un maggiore interessamento per gli studi sul Risorgimento. Due momenti sono particolar­mente sfruttati, la partecipazione degl'Italiani nella rivoluzione polacca del 1863 e i rapporti tra la Polonia e Italia sempre vivi e manifestantisi in forme diverse. È generalmente nota la parte­cipazione di Nullo, di Caroli, di Bello Iti, Laderchi, Pizzaferri e tanti altri alle lotte per l'indipendenza polacca nel 1863. Il libro di Firley-Bielanska, Nullo e i suoi compagni (Nullo i jego towarzysze) è un omaggio reso agli eroi italiani. L'autrice de­scrisse largamente l'ambiente di Bergamo dove si formò Fran­cesco Nullo, la sua attività in Italia accanto a Garibaldi e final­mente il suo passaggio in Polonia. Profondamente commoventi sono le pagine dedicate a Caroli, vera figura d'eroe. Quell'uomo, che lasciò tutto, la fortuna, la fidanzata e che corse in un paese lontano, dove lo aspettava la prigione dura e l'esilio in Siberia, esercita un fascino irresistibile e ci costringe a chinare la fronte davanti a tanta generosità e sacrificio. L'autrice ha basato la sua opera sui documenti conservati nel Museo del Risorgimento a Bergamo, nell'Archivio del conte Camozzi-Vertova a Costa Maz-