Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOGRAFIA ; POLONIA ; STORIOGRAFIA
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1934
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1219
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Gli studi sul Risorgimento in Polonia 1219
vinto e sicuro dell'intransigenza di Vienna nei memorabili giorni di aprile del 1859. Tutta la tragedia di Cavour gli sfugge: al grande ministro com'è noto non pareva già certo che l'Austria rifiutasse le condizioni del disarmo generale e preferisse la guerra, che scoppiò quando tutto pareva già sistemato in modo pacifico e quando vedeva già quasi definitivamente compromesse tutte le sue speranze e quelle d'Italia. Ma in generale il profilo di Cavour è riuscito assai bene. Certi suoi pareri meritano di essere riprodotti qui. Scrivendo delle idee politiche di Cavour si esprime così: c< Cavour fu un organizzatore della vita nazionale nel paese, fu anche colui che aumentò le forze materiali e rese libertà alle forze morali (p. 286) che resero possibile la riuscita. E ancora tutto il segreto dell'incomparabile arte politica di Cavour consisteva in questo, ch'egli presentiva infallibilmente in mezzo a quali circostanze si doveva reagire in questo o in altro modo, quando poi si doveva essere cauto e andare adagio, quando si poteva prorompere e andare avanti con violenza (p. 312). Da queste pagine Cavour ci appare vivo e attraente a causa del suo genio politico, della sua abilità diplomatica e della generosità della sua anima sempre nobile ed energica.
Infine il nostro autore dedicò qualche pagina alla figura di Garibaldi (Rozpraivy i wrazenia literackie: Varsavia, 1908), mettendo in rilievo i tratti nobili di quell'uomo che ai suoi occhi rappresentava la democrazia ideale, combattente per la vera libertà degli individui e delle nazioni, democrazia che mette poi a confronto con quella degenere rappresentata dagli uomini di stato moderni che la prendono come un buon mezzo per ingannare gli altri. Jablonowski giustamente sottolinea i meriti di Garibaldi che vanno accompagnati da quelli di Vittorio Emanuele e di Cavour : a Garibaldi, un uomo politico e un duce che occorre alle nazioni combattenti per la loro libertà; senza il quale gli sforzi degli uomini di Stato più savi e previdenti non conducono alla mèta. Egli non strappò il lauro dalla testa di Cavour e di Vittorio Emanuele per ornarne la sua propria, anzi consolidò quel lauro sulle teste di quei rappresentanti della ragione di Stato *
Nel campo della storia delle relazioni culturali tra l'Italia e gli altri paesi abbiamo da segnalare il libro del prof. Miec-zyslaw Brahmer sulla posizione dell'Italia nella letteratura fran-