Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
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1934
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pagina
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1224
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1224 Francesco De Stefano
acquistato la Casa dì Savoia da un indebolimento di quella dei Borboni, l'unica capace di opporlesi (232). Ma il Piemonte, per la crisi che attraversava, per la fondata convinzione che la Sicilia, militarmente debole, fosse più un impedimento che un aiuto nel raggiungimento degli scopi particolari della sua politica, avrebbe accettato solo quando fosse stato sicura dell'appoggio inglese (233). L'Inghilterra, invece, per la situazione interna ed internazionale, per l'interesse di non urtare l'Austria e la Russia, non appoggiava più con lo stesso calore di prima la Sicilia; ne la Francia, vedendo l'isola nell'orbita inglese, poteva impegnarsi ad aiutarla (234). Per tutte e due le potenze la questione siciliana era passata in seconda linea nel giuoco dei grandi interessi internazionali che si stava svolgendo e che solo una vittoria delle armi italiane nel settentrione avrebbe risolto in bene per la Sicilia.
Il Torre Arsa sentiva questo isolamento e se ne preoccupava vivamente. In quel momento, come ministro e come uomo, il cui fratello languiva nelle prigioni borboniche, egli soffriva anche per la decisione inglese per la quale, essendo la cattura dei volontari siciliani avvenuta fuori delle acque territoriali di Corf ù, il governo britannico ce non aveva il diritto di reclamarli corae indebitamente arrestati (235)*
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Intanto il Borbone, mentre maneggiava la proposta di porre la corona siciliana sul capo del suo secondogenito, proposta che il Palmerston aveva accettato per venire una buona volta alla conclusione e per non contrariare la Russia, ruppe l'indugio e
(232) Disp. cit. del Torre Arsa a Torino. E nel primo abbozzo dei Rie.: s Persuasi che bisognavamo di un appoggio lo cercammo sempre nei governi ita* liani e principalmente lo avremmo atteso dal Piemonte perchè od esso più che ad ogni altro dovea interessare indebolire il governo di Napoli e l'attaccare coi vincoli saldi la Sicilia alla penisola... Iddio guardi l'Italia da l'altalena politica e facciano S buoni che l'influenza dello Stato che vorrei maggiore non dovesse esser mai contrastata dall'ambizione o dalle forze d'altro italiano potentato .
(233) GIAN., op. eh.
1234) Sull'argomento un notevole articolo di A. BIANCHI-GIOVINI ne L'opinion* di Torino, n. 170, del 21 agosto 1848. (235) TOBBB AKBÀ, Jtte., p. 401.