Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
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1934
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pagina
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1225
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I Fardello di Torre Arsa 1225
fece partire la spedizione (236). Il colpo arrivò quando il Torre Arsa trovavasi al potere da tre settimane appena. Il SUO compito diventava quantomai più difficile anche perchè doveva rimediare ad una situazione di debolezza militare di cui egli non era responsabile e che non avrebbe potuto mutare in 18 giorni, né, subito dopo, con la rapidità desiderata (237). Nel momento in cui il cerchio si stringeva attorno alla Sicilia, egli, deciso di trovare ogni mezzo per conservarla libera, volle dare una spinta più risoluta alla politica estera e divergere dalla via tradizionale di essa, orientandosi più sensibilmente verso la Francia, la quale, più che l'Inghilterra, s'era mostrata ben disposta in occasione della spedizione napoletana, e alla quale più che all'Inghilterra era dovuto l'armistizio (238).
Nacque così la missione straordinaria di Michele Amari a Parigi e a Londra (239). Le istruzioni scritte contenevano il compito di tentare le solite vie; ma ve n'era una che, per la sua importanza e la sua delicatezza, non fu scritta: per essa, ove mai il governo repubblicano francese avesse voluto la collaborazione della Sicilia a quanto intendeva che 6Ì compisse in Italia, il governo siciliano sarebbe stato pronto a dare il suo aiuto. H Torre Arsa pensava che, se l'Inghilterra conservatrice era legata all'assetto vecchio e non andava più in là delle riforme, i principi nuovi, a cui s'ispirava la rivoluzione siciliana, avrebbero trovato favore in Francia. Si trattava, in altri termini, di chiedere l'appoggio ad una soluzione federalista (240). Era un tentativo di risolvere* la questione non più sotto l'aspetto di un arbitrato fra Napoli e Sicilia, entro cui l'attività diplomatica anglo-francese la teneva, ma come parte della questione italiana, come elemento della grande lotta, che si stava combattendo in Italia, tra libertà e dispotismo. Inoltre
(236) Disp. a Torino 18 agosto; disp. da Londra 14 agosto, e da Parigi 16 agosto. Era naturale che, così facendo, il governo napoletano credesse di applicare l'art. 63 dello Statuto per cui il re doveva provvedere a sostenere la integrità del Reame riducendo la lotta ad una questione interna a questione d'oltre Faro . Ass. del Ris., Napoli, 1, p. 602, tornata del 5 agosto 1848.
(237) TORRE ARSA, Rie., p. 405 ; v. anche il comunicato uff. del 28 agosto 1848, in BECTHANI, II, p. 250. E questo odio al Borbone rinnovò nel giuramento alla Camera, il 2 marzo (BEURANI, II, p. 420),
(238) TORRE ARSA, Rie., pp. 402, 433.
(239) Cart. di M. Amari., I, pp. 264-6 per le istruzioni del 31 agosto 1848.
(240) TORBE AUSA, Rie, p. 405.