Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
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1934
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Francesco De Stefano
di mediazione separata, tirava le cose a lungo affinchè ove al fine dei negoziati verremo a scegliere tra la guerra e il congresso, certo ci troveremo meglio armati, forse troveremo anche l'Europa in altra posizione (261). Un importantissimo dispaccio dei commissari siciliani a Parigi, il 9 ottobre, veniva a riconfermarlo in questa opinione. questa parve prossima al vero per la piega che parvero assumere gli avvenimenti di quel mese.
La notizia della rivoluzione di Vienna rianimò la speranza ed intensificò l'attività diplomàtica siciliana. La fine della preponderanza austriaca avrebbe indebolito il Borbone e facilitando la soluzione del problema nazionale italiano, risolto anche il problema particolare della Sicilia, È risorto il giorno migliore pei destini d'Italia. La Sicilia non può per le cose italiane e per la benefica influenza sulla mediazione che averne vantaggio (262). Ma c'era un pericolo. D mazzinianesimo e il repubblicanesimo, prima della rivoluzione <c generosa utopia , apparivano minacciosi. Dopo il fallimento della guerra dei principi e il sopravvento dei democratici in vari 6tati italiani, la soluzione repubblicana della questione sembrava probabile anche in Sicilia. Ma anche ai più propensi a questa soluzione il passo non sembrava tale da awenturarcisi con leggerezza (263). Il Torre Arsa, in particolare, lo temeva. La sua insistenza per affrettare la venuta del re si spiega anche perchè si proponeva di prevenire il pericolo repubblicano. Sicché potendo, secondo lui, nascere dalla nuova situazione o la ripresa delle ostilità o l'intensificarsi del moto repubblicano (264), era più che mai necessario ottenere che Torino smettesse il riserbo (265).
La notizia delle voci di guerra che correvano nel Piemonte incoraggiava ancor più a sperare che quel governo uscisse dall'indecisione, tanto più che la Sicilia si trovava in pieno fervore di armamenti anche marittimi (266). Ma le grandi potenze
(261) Disp. del Torre Arsa a Londra, 15 ottobre, 21 nov. e 21 die. 1848. Lo stesso concetto nei disp. a Torino, 3 febbraio 1849, e a Londra, 22 gennaio 1849.
(262) Disp. del Torre Arsa a Torino e al p. Ventura, 21 ottobre 1848; e la dichiarazione alla Camera, in BELTRAM, II, p. 343.
(263) Cari, di M. Amari, p. 480.
(264) Disp. del Torre Arsa a Londra, 29 ottobre e 11 nov. 1848.
(265) TOBHE AUSA, Rie., p. 502; e disp. a Torino, 21 ottobre 1848.
(266) Fa spedilo il Cartiglia per l'acquisto di 4 vapori per a condarli in Sicilia al più presto possibile . Disp. del Torre Arsa a Londra, 21 ottobre 1848. Il Popolo di Palermo, non favorevole al Torre Arsa, dice che la Sicilia stava organizzando imponenti forze di terra e di more (a. I, serie 2, n. 5 del 9 nov. 1848).