Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1232>
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1232 Francesco DÙ Stefano
mente venuto da parte dei governi provvisori, nessuno di quelli costituiti, italiani e stranieri, aveva riconosciuto ufficialmente il nuovo stato. Non vedendo altra via d'uscita, il Torre Arsa cercò di risolvere la questione con l'ingresso della Sicilia nella lega italiana.
Certamente l'ingresso nella lega avrebbe risolto la questione, qualora, però, le due parti fossero state disposte a transigere. La lega non si sarebbe potuta stringere senza accomodare le cose siciliane, ne la Sicilia avrebbe potuto transigere senza che fosse prima legata agli interessi italiani per mezzo della federazione. A questo scopo il Griffoli, inviato straordinario del granduca di Toscana a Napoli, aveva avuto in Roma abbocca­menti col P. Ventura e col pontefice (271). Al Griffoli stesso ed al Bargagli, ministro toscano a Roma, la lega appariva inoltre un mezzo per eliminare l'Inghilterra (272).
Anche il Torre Arsa, come abbiamo accennato e come vedremo meglio tra poco, era dello stesso parere. Il governo siciliano aveva dato chiare prove di sentire la sua sorte legata a quella dell'Italia. con questo intento era stato eletto un prin­cipe sabaudo; erano state pronunciate le dichiarazioni originarie del Settimo; erano stati votati il decreto parlamentare del 1* aprile, l'atto di decadenza del 13 aprile, l'elezione dell'I 1 lu­glio; era stato scritto il dispaccio del Torre Arsa a Londra del 20 agosto (273); erano state pronunciate le dichiarazioni dello stesso Torre Arsa alla Camera il 26 ottobre; e s'era avuto il voto del 18 dicembre (274). Tutti onesti atti erano l'espressione di
(271) BIANCHI, op. cit., VI, pagg. 406 gg., Diap. del Griffoli, 28 agosto 1848.
(272) BIANCHI, op. cit., VI, pag. 428, Disp. Bargogli, 25 selt. 1848.
(273) Disp. del Torre Ama a Londra, 20 agosto 1848, secondo il quale la Sicilia intende rimanere e rimarrà sempre attaccata alla politica del resto d'Italia, nel senso in che la Sicilia ha detto sempre di voler essere italiana quello cioè della lega che iniziava le riforme e dovea seguire la ricostituzione dei vari Stati d'Italia e ciò nel senso in che, come a noi tutti giova sperare, eventi più fortunati la reo* dano possibile e alla Sicilia e al resto d'Italia a.
(274) V. oltre i resoconti delle tornate ricordate, anche Disp. del Torre Arsa a Torino, 19 nov. e 19 die. 18-18, e Disp. a Friddani, 11 nov. 1848. La Lega era considerata dal Torre Arsa àncora di salvezza d'Italia e Sicilia (Rie, pag. 565). Ed j] CBISPI, Ultimi casi, pag. 46, scrisse che i siciliani a al resto d'Italia risposero eoa devozione aderendo alla Costituente, che allora riguardavasi come il più alto