Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1233>
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I Fardello di Torre Arsa 1233
mia sola aspirazione. Lo spirito liberale aveva animato i patriotti a scuotere il potere assoluto, il sentimento di nazionalità li con­duceva ad unirsi in società federativa. Dopo il trionfo della rea­zione nella Lombardia e a Napoli e quello, allo stato iniziale ma certamente sicuro in un avvenire non lontano, in Sicilia, biso­gnava affrettare l'unione dei popoli. L'ingresso nella federazione avrebbe tolto la Sicilia da tutte le difficoltà interne ed esterne. I rovesci militari, dovuti a difetto di organizzazione ed alla facile speranza di abbattere il nemico le cui forze non erano state esattamente valutate, aveva fatto crescere l'opposizione demo­cratica. Come la soluzione monarchica, così quella fusionista avrebbe posto un argine all'elemento avverso ed all'agitarsi delle fazioni e dei circoli popolari, <c alcuni dei quali mostravansi del più bel rosso . Con l'ingresso nella lega si sarebbe finalmente distrutta l'apprensione della Francia per il protettorato inglese sulla Sicilia, anzi lo stesso ce preteso protettorato esclusivo d'una grande potenza ; sarebbe cessata la condizione di essere ce in disponibilità della diplomazia; l'interesse della propria esi­stenza avrebbe legato strettamente l'isola alla causa di tutto il resto dell'Italia; la Sicilia sarebbe stata, alfine, davvero indi­pendente e italiana ; inoltre, ce da parte nostra otterremmo lo scioglimento della nostra questione con Napoli appoggiandoci con la forza della nostra autonomia pari a quella dei singoli stati d'Italia, al centro nazionale italiano che verrebbe a stabi­lirsi per la Federazione, e che torrebbe ogni sospetto, ogni pre­testo, ed ogni incentivo al protettorato esclusivo di qualsiasi delle grandi Potenze sulla Sicilia (275). ce Mirando al ricono­scimento della Sicilia, il fatto solo della nostra ammissione nella lega da due o tre Stati Italiani che potrebbero iniziare ed inten-
pegno di unione . Come il Torre Arsa, la pensava l'Amari, Leu. al Torre Arsa. 6 die. 1848, in Cart., I, pag. 483 e 9 die, I, pag. 492. il popolo, nel n. eh., soste­neva pure che quello era il momento di costituire la federazione in cui Sicilia, Venezia e Livorno, stretti nel patio federativo, si potranno sostenere scambievole mente e italianamente per ischinccinre il primo tiranno d'Italia, fare liberi sette milioni d'italiani, e poi coi mezzi di guerra che essi posseggono, finire la guerra Lombardo-Veneta a. Se il Borbone non è abbattuto le forze militari del Mezzo­giorno e dell'isola continueranno a restare oziose mentre combattono quelle del' l'Alta Italia.
(275) TORRE ARSA, i?ic, pag. 449. Cfr. CASANOVA, op. cit.r in Ross, stor, del Ria., XI, (1924) pag. 783. Disp. del Torre Arsa al p. Ventura, 29 ottobre 1848; al Friddani. 10 ottobre 1848; al p. Ventura, 19 nov, 1848.