Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1234>
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1234 Francesco De Stefano
dersi 6U questo particolare sarebbe per noi un ottenere l'intento nostro per altra via .
Contro l'ingresso della Sicilia nella lega sarebbero potute sorgere le stesse difficoltà opposte al riconoscimento diretto, anche da parte delle due potenze occidentali; ma si sarebbe potuto rimuoverle meglio con gli argomenti della lega la quale, portando la intima unione col resto della nazione italiana, avrebbe collocato il problema siciliano ce sotto la veduta di un maggiore interesse politico di che le due Potenze mediatrici non potrebbero senza errore non calcolarne l'importanza (276). Non ci sarebbe stata più una Sicilia piccola e isolata, ma uno stato membro di un organismo grande e forte; perchè ce l'Italia unita e forte è tal potenza da mettere in pensiero tutte le altre potenze che occupano il primo rango in Europa (277).
Anche nello svolgere quest'altro tema, il Torre Arsa sen­tiva d'essere confortato dai decreti del Parlamento rinnovati il 18 dicembre; ed anche qui lo stesso prudente procedere det­tato dalla convinzione che la politica d'azzardo non convenga a chi ha la tutela dell'esistenza di uno stato piccolo e sorto da poco, specialmente quando esso, per non essere stato ricono­sciuto, è in condizione di precarietà, e deve cercare di inserirsi, come meglio può, nella vita internazionale (278).
H Torre Arsa seguiva con attenzione quell'incrociarsi di pro­getti e controprogetti, di congressi e di costituenti, ma si preoc­cupava di non sottoporre l'organismo siciliano ancor gracile alla prova incerta dei vari tentativi di costituenti senza prima cono­scerne la vera natura e la portata. Certamente il suo ideale sarebbe stato quello per cui Carlo Alberto rendendosi padrone del movimento morale potesse riordinare la penisola a forma federativa esprimente la nazionalità . In questo caso, l'accet­tazione della corona siciliana da parte del figlio avrebbe arre­stato anche la corrente repubblicana, la quale andava ingros­sandosi pure in Sicilia, ed avrebbe tolto la preoccupazione per le mire egemoniche piemontesi (279).
(276) Disp. del Torre Ama a Torino, 11 die. 1848.
(277) Di~p. eit. al p. Ventura.
(278) TOME AUSA, Rie., pag. 573, e Disp. cit. a Torino.
(279) Disp. del Torre Area a Torino, 29 ottobre 1848.