Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
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1934
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pagina
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1238
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1238 Francesco De Stefano
giamento siciliano (289). La giustificazione della protezione data dai consoli sardi ai sudditi siciliani in Inghilterra col solo diritto di umanità che non implicava affatto riconoscimento del regno di Sicilia (290), mentre forniva una nuova prova delle intenzioni giobertiane, rivelava lo scopo di non urtare le suscettibilità borboniche nel momento in cui il Gioberti, dopo un periodo di tensione, cercava di riallacciare i rapporti tra Napoli e Torino (291). Cosi erano nate la missione del Plezza a Napoli e quella del Greppi in Sicilia, fallita la prima poco dopo l'arrivo, abortita l'altra a Torino stessa (292); così si spiegava la condizione posta dal Gioberti nel trattare l'alleanza con la Toscana che aveva dato segni ufficiali di riconoscimento diretto del governo siciliano di ce evitare ogni dimostrazione favorevole alla separazione di Sicilia ed ostile al governo di Napoli (293); così si spiegavano la moderazione del discorso della Corona a Torino, anche dopo la nuova rottura provocata dal fallimento della missione Plezza e il mancato invito ai commissari siciliani per la seduta inaugurale della nuova sessione del Parlamento subalpino (294).
Il governo di Torino non decideva però il rifiuto ufficiale del duca di Genova, né si abbandonava l'idea di un'alleanza con Napoli (295). Sicché, là dove il Torre Arsa aveva sperato di trovare un appoggio, si imbatteva invece in una grave difficoltà.
(289) Disp. dei commiss. sic. a Torino al Torre Arsa, 25 gennaio 1849.
(290) Disp. dei comniiss. eie. a Torino al Torre Arsa, 15 gennaio 1849.
(291) ANZH-LOTTI, La funzione storica del giobertismo, Firenze, pagg. 21 segg.
(292) Snlla missione Plezza, GIOBERTI, Rie., HI, p. 299 e Cori. ed. dal Balsamo Crivelli, p. 349-50. I commiss. sic. compresero bene la natura di questa missione, disp. al Torre Arsa, 6 gennaio 1849. Sul progetto della missione Greppi in Sicilia, disp. dei commiss, a Torino al Torre Arsa. 27 dicembre 1848, e GIOBERTI, Rie., Ili, p. 306-7. Inoltre R. DB CESARE, // conte Giuseppe Greppi e ì suoi ricordi diploma. liei (1842-1888), Roma 1918, cap. VI, passim. Chi impedì la partenza fu il ministro inglese a Torino, sir Abercromby (leti, del Gioberti al Greppi, a p. 86).
(293) GIOBERTI, Ric.t HI, p. 324.
(294) Disp. del Torre Afta al Gemelli, 3 febbraio 1849; Disp. dei commiss. sic. a Torino al Torre Arsa, 5 febbraio 1849. Il D'Azeglio cercò di far riallacciare le relazioni interrotte. Cfr. G. PALADINO, Lettere inedite di Af. D'Azeglio a G. Ludolf, in Ross. stor. del Ri*, 1919, pp. 363 segg.
(295) Il Griffon, disp. 30 eli. 1848, In BIANCHI, op. cit., VI, p. 409, scrive ebe Ferdinando diceva che il gabinetto di Torino non era ancora esplicito sulla rinunzia alla corona di Sicilia. Cfr, TORRE ARSA, Rie., p. 422. M. Amari, in Care. di M. Amari, I, p. 340, dice che Carlo Alberta non comunicava il rifinto per non mostrare di preoccuparsi di Napoli*