Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1241>
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/ Fardello, di Torre Arsa 1241
riali e morali grandiose e costanti e potesse, quindi, operare con energia per capovolgere in proprio vantaggio la situazione avversa, ce Le rivoluzioni si fanno da' popoli, e le guerre si vincono dalle milizie bene ordinate , osserva giustamente il La Farina (301). Contro la realtà fatta di opinioni e di inte­ressi ancora troppo forti per essere abbattuti al primo tenta­tivo di assalto, tutti i programmi politici del '48-'49 si infran­sero; e non poteva salvarsi dal naufragio generale quello dei siciliani, che non avevano neanche il vantaggio di uno stato saldamente costituito ed organizzato e di forze militari suffi­cienti, e la cui attenzione fu quindi in grandissima parte distratta dal problema interno.
Era ce chiaro che, nonostante il nostro affannarci per far valere isolatamente la questione siciliana, non poteva la stessa ottenere una favorevole soluzione indipendentemente di quanto avveniva nel Continente italiano, e nella maggior parte del­l'Europa. I piccoli non sfuggono dal partecipare alla sorte dei grandi (302). Così scriverà più tardi il Torre Arsa, addos­sandosi le responsabilità proprie e degli altri. Egli aveva cer­cato di inserire la questione siciliana in quella italiana, ed i suoi dispacci, come abbiamo visto, ne rendono ampia testimo­nianza. È anzi, credo, questo il motivo principale che carat­terizza la sua politica estera, motivo che scaturisce dalla sua educazione, dalle sue convinzioni, dalla natura stessa e dagli interessi della rivoluzione. Una delle ragioni per cui egli insi­steva, con l'Amari, per uscire dalla pericolosa immobilità era, come si disse, la estrema gravità della situazione, ce Dopo dieci mesi di rivoluzione, che ha costato enormi dispendi, e quel che è peggio, enormissime dilapidazioni era impossibile, notava il suo collega alle finanze, continuare coi mezzi propri ce quando noi... uscendo dallo stato d'ingiustizia a cui ci aveva condan­nato l'Europa, dobbiamo creare come per miracolo una marina militare ed un esercito proprio, in un momento, avere sei vapori da guerra (303). Quindi il prestito all'estero, l'anticipo di un'annualità della fondiaria, il mutuo forzoso all'interno.
(301) LA FAUNA, Scritti, I, p. 282.
(302) ToniiK ARSA, Rie,, p. 59
(303) Ass. del Ris., Sic., II, p. 518* tornata del 5 ouobre, diacono del min. Cordova. Sullo stato degli Armamenti negli ultimi tre mesi del *48, v. LA FARINA, Scritti, ì, p. 274 segg.. ov'è il rao diacono nella tornata del 26 dicembre.