Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1243>
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/ Fardello di Torre Arsa
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finito con l'impedire l'esercizio del potere. E poiché non vi fa alcuno che osasse l'avventura pur di salvare la rivoluzione (308), la conseguenza fu che, dopo tanta agitazione, si dovette abban­donare, prima ancora che entrasse in carica, il nuovo ministero e richiamare quello dimesso (309).
Al ministero reincarnato la Guardia nazionale promise il suo appoggio, se le fosse stato concesso di arrestare tre capi dell'opposizione tra cui il Calvi e l'Interdonato. Ma il Torre Arsa a nome del governo rispose che se si fosse torto un solo capello ai tre , egli e i colleghi, a rischio della propria vita, avrebbero denunciato al Parlamento la Guardia nazionale (310).
La crisi, lungi dal chiarire la situazione, l'aveva ingarbu­gliata, rivelando l'impotenza di tutti i partiti; e la rivoluzione, invece di progredire, segnava il passo.
Il ministero del Torre Arsa non poteva naturalmente mutare rotta. Continuò le trattative con Torino e le potenze occiden­tali, e cercò che la mediazione si prolungasse per compire gli armamenti (311). La nuova rottura tra Napoli e Torino, che il Torre Arsa aveva previsto e in cui aveva tanto sperato, gli diede una buona occasione per continuare, con maggiore energia, la lotta diplomatica contro i Borboni e per intensificare le pressioni sul gabinetto di Torino (312). E parve che il successo stesse per arridere alla sua opera. Difatti il Gioberti aveva designato una missione diplomatica in Sicilia per riconoscere il governo sici­liano e comunicare l'accettazione della corona (313). Ma l'In­ghilterra, che aveva impedito la missione Plezza col pretesto di
(308) C. GtMRKOTTA, P. Calvi nel Ria. ti., ne Là Sicilia nel Rìs., I, fase. 2, p. 16; e nella stessa politica estera il Calvi cercò di assicurare il trionfo della rivoluzione con l'appoggio estero. Cfr. GUABNOTTA, loc. cit.
(309) Ass. del Ri*., Sic., II, p. 871 segg.; TorniE AUSA, Rie, p. 592 segg. La scena del 29 die. e la dimostrazione popolare per rimettere il ministro al posto da cui si era dimesso, sono vivamente descrìtte del BELIDAMI (II, pp. 337-8), che fu testi* mone oculare.
(310) TORBE AUSA, Rie., pp. 597-98.
(311) Per questo scopo il Torre Arsa aveva mandato in Svizzera Vito Beltrani. Della missione del Beltrani si conservano nella Bibl. Fard, due lettere del 15 e del 28 gennaio 1849.
(312) Disp. del Torre Arsa a Torino del 13 febbraio 1849.
(313) Nel dispaccio del 7 febbraio 1849 i commissari a Torino riferiscono sulle intenzioni del Gioberti dopo la rottura con Napoli. Cfr. C. AVABNA, Ruggero Set­timo, cit., p. lui.