Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1247>
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/ Fordalia di Torre Arsa 1247
Io conferma lo stesso Calvi. E il La Farina, ministro della guerra, potè facilmente dimostrare il molto già fatto in breve tempo e il moltissimo che il governo si proponeva di fare (325). Non potevasi certamente creare ex-novo e presto un esercito in un paese non assuefatto alla coscrizione, senza tradizione ed edu­cazione militari, senza autonomia di armamenti pei quali biso­gnava ricorrere all'estero. Di navi se ne armarono solo due poiché gli inglesi chiedevano il pagamento immediato, come i francesi per le armi terrestri, e facevano cattivo viso alla carta moneta. Ed allorché si cercò di avere il denaro con i mezzi straordinari, sorse una opposizione tale che il ministero dovette dimettersi.
L'accusa di debolezza ha invece tutta la parvenza del vero, ma solo se si considera la politica estera avulsa dal complesso dei fatti in cui essa dev'essere collocata per poterla spiegare. Il Torre Arsa ebbe coscienza assai viva d'essere ministro d'uno stato piccolo e debolissimo e fu troppo legato alla ideologia della rivo­luzione che l'aveva chiamato ai potere e al cui trionfo aveva collaborato. La sua politica estera fu piena di cautele e di prudenza, per non compromettere l'esistenza dello stato e per mantenersi fedele al principio della legalità. Nell'azione sua mancano certamente l'audacia e la spregiudicatezza che sono, al momento opportuno, un correttivo necessario alla circoscri­zione. Ma bisogna, d'altra parte, considerare che non potevano cambiarsi gli eventi su cui troppo ancora influiva, come su tutto il movimento di unificazione nazionale, la volontà altrui; che v'erano impedimenti e circostanze troppo speciali e difficili perchè si potessero fronteggiare rapidamente; che nessun uomo di stato ha mai conosciuto Vapriti sesamo nel campo della pre­parazione bellica; che la situazione militare era già compro­messa e che ad operare un capovolgimento di quella politica non sarebbero bastate né la proclamazione della repubblica né una nuova elezione regia per cui si sarebbe dovuto volere quello che si era disvoluto nella prima scelta.
La politica estera del Torre Arsa ha pertanto un ritmo suo proprio, generato dalle forze morali e politiche di cui doveva
(325) CALVI, op. cit., H, p. 207. Si comprende cbe il lepidamente è parti* giano. Come avrebbe potuto far presto senza larghi mezzi finanziari? V. BELTBANI, H, p. 295.