Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <1251>
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/ bardella di Torre Arsa 1251
cadeva. Dovunque gli stessi ostacoli nelle ambizioni dei principi e delle sfere dirigenti i cui interessi coincidevano con quelli dei principi; dovunque lo stesso particolarismo nei popoli e negli individui, tranne in qualche spirito profetico. Mirasse alla libertà o alla indipendenza, la rivoluzione italiana non poteva trionfare finche le classi superiori dei vari stati non si fossero messe d'ac­cordo e finche le due grandi potenze occidentali non si fossero convinte della ineluttabilità dell'unificazione d'Italia.
Intanto la pietra che i siciliani si erano sforzati di sollevare era ricaduta pesantemente sul loro capo (331). ce La sconfitta di Novara, la imperizia di Mieroslawski, il quale rinnovò in minia­tura gli errori del suo paesano in Piemonte... aggiunti alla stanchezza di quindici mesi di rivoluzione e al colera... fecero calare agli accordi la Guardia Nazionale e il Parlamento sici­liano (332).
Nell'aprile si tenne una riunione in casa Scordia e forse il Torre Arsa fu di quelli che sostennero la resistenza al ne­mico (333). Ma il Parlamento accettava i buoni uffici del­l'ammiraglio Baudin e il 17 si aggiornava (334). La prima fase della rivoluzione era terminata. Dieci giorni dopo, il Torre Arsa e i capi principali si imbarcavano per l'esilio. Egli cercò il primo rifugio a Malta. Degli altri suoi fratelli, Giambattista, pur non essendo escluso, come lo era il marchese, dall'amnistia, esulò a Marsiglia per sottrarsi alla sorveglianza poliziesca; Enrico languiva nel carcere di S. Elmo (335).
(331) Lett. dell'Amari al Panizzi in FAGAN, Lettere ad A. Panizzi di uomini illustri ed amici italiani, I p. 585.
(332) Leu. dell'Amari a G. Arrivabene, 6 agosto 1848, in Cart. di M. Amari, I- p. 582.
(333) RAFFAELE, Rivelazioni stor. della riv. dal 1843 al 1860, p. 179.
(334) TORBE ARSA, Rie., p. 697; Ass. del Rts., Sic., Ili, p. 314, tornata del 14 aprile per l'accettazione della mediazione Baudin ; p. 316, tornata del 17 aprile per la proroga della sessione. Solla caduta della rivoluzione v. V. FINOCCHIARO, La rivol. sic. del 1848-40 e la spedizione del general Filangieri, Catania, 1906.
(335) Del suo arrivo a Molta, parla il Torre Arsa in una lettera familiare del 25 maggio 1849; del rifugio di Giiimbmitaia a Marsiglia uno lettera dello stesso marchese del 28 giugno 1849. Per la sorveglianza di polizia su Giambattista, Aron. di Stato di Palermo, R. Segreteria, Polizia, filza 916, dee. 8008. Cfr. filza 735, n. 8281; filza 915, doc. 7893, /Napoli 13 ottobre 1852, sulle misuro di polizia, anche durante l'esilio, per il visto sul passaporto di Giambattista che da Pisa doveva andare a Genova. Nella filza cil., busta 652, n. 7308, un rapporto della polizia del 30 ottobre 1852 riguardante Giambattista.