Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
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1934
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pagina
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1252
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Francesco De Stefano
Q. fratello marchese, stabilitosi a Genova dopo il breve soggiorno melitense, ne soffriva anche perchè non poteva aiutarlo. Egli non s'illudeva: l'esito sciagurato della rivoluzione doveva riflettersi necessariamente anche sul destino di Enrico che, come uno dei capi della spedizione, era fra i più compromessi. Il suo cuore era lacerato e tra le sventure dell'esilio egli stimava vera e principale quella del fratello minore perchè esso si trovava, ormai, alla discrezione del tiranno (336). In che poteva aiutarlo, lui, in terra di esilio, escluso dall'amnistia? Quali aiuti potevano dare i parenti rimasti in Sicilia e compromessi nel moto rivoluzionario e sorvegliati dalla polizia? Solo dopo alcuni mesi di tentativi, il cognato Mocharta e la sorella Dora, uno dei pensieri più cari del prigioniero, avevano ottenuto il permesso di andare a Napoli per chiedere al re la grazia della liberazione del loro congiunto. Ma il loro viaggio era stato inutile (337).
Frattanto gli altri ufficiali erano liberati ad uno ad uno; nel settembre Tommaso Landi e Giuseppe Burgio, nipote del duca di Yillafiorita, avevano potuto rivedere la Sicilia (338). La sorte di Enrico era, invece, sempre incerta quantunque ci fosse chi cercava di venire in suo aiuto. I mezzi intanto gli vengono meno; la sua salute si indebolisce di giorno in giorno, ce Alla lettera 6enza un soldo, e dopo aver sofferto per più giorni la fame , non potendo sopportare il cibo del carcere, è costretto a chiedere un piccolo prestito che lo fa arrossire (339). La prigione diventa un inferno. Nessuna lettera dai parenti, nessun aiuto. Altri ufficiali sono liberati: Genna e Granmonte lasciano S. Elmo. Nel novembre altri sette compagni riacquistano la libertà. Nei primi di dicembre ce pare che il governo sia deciso a cacciarli tutti fuori dal regno . E il 10 giugno 1849 giunge l'ora anche per Enrico. Il re gli concede la grazia, a condizione
(336) Arch. De Blosi-Fardello, leti, del Torre Arai, Malta 1,10 e 11 giugno 1849.
(337) Arch. conte Fardelli T. A., lett. di Enrico, 5 o 25 loglio 1849; leu. del barone Mocharta al cognato 8. d.; leti, del Biflggini al Torre Arsa. 21 luglio 1849; lett. di Enrico alla sorella Dorotea, 6 luglio e 7 agosto 1849.
(338) Ibid lett. di Enrico, 3 ottobre 1849.
CS89) Lett. di Enrico, 3 ottobre e 2 dicembre 1849.
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