Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
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1934
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pagina
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1261
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/ Fardello di Torre Arsa
126"!
La cerchia degli amici si allargava anche fra gli esuli delle altre regioni d'Italia. Enrico, ad esempio, era amico di Guido Borromeo (360). Ma la cerchia non era numerosa e la vita che gli esuli moderati conducevano era, di regola, piuttosto casereccia . È questa la parola con cui essa è spesso definita nelle loro lettere, specialmente in quelle del conte Manzoni, minuziose quanto altre mai nel descrivere la vita e l'ambiente siciliano e genovese, Idolo del bel sesso genovese , vivente <c in mezzo all'alta società , come scriveva, sorridendo, Enrico, il Manzoni era una delle poche eccezioni quanto a splendore di vita esteriore (361). La maggioranza conduceva una vita modesta. C'era chi si dava l'aria di vivere da gran signore, senza avere il becco di un quattrino Mariano ha le solite apparenze alla Rothschild , scriveva con triste sorriso il Calvino e c'era chi viveva chiuso in onorata povertà, come il Calvino stesso I Torre Arsa, in particolare, tiravano avanti traendo cambiali sui loro beni. Enrico aveva venduto la casa, senza riuscire a soddisfare tutti i crudeli creditori (362); il marchese aveva dovuto disfarsi di alcuni beni appena rifugiatosi a Malta.
Eppure in queste condizioni, se nel bilancio tenuto scrupolosamente dal fratello maggiore figura, talvolta, la spesa per il teatro quando recitava Adelaide Ristori o Gustavo Modena e, più spesso, quella per l'acquisto di libri, costantemente si trova il contributo della solidarietà umana verso gli emigrati poveri, anche quelli d'altre regioni (363). Da questo spirito di fratellanza nacque quell'Associazione mutua di emigrati politici nel
36ii i Arcb. De Blasi-Fordella. leu. di Enrico a Giambattista! Genova, 1 agosto 1850.
(361) Ibid., leti, di Enrico a Giambattista. Genova, 12 die. 1850.
(362) Ibid., leu. di S. Calvino a Giambattista. 29 marzo e 23 aprile 1853; Arcb. eonte Fardella T. A., leu. di G. Scicbili, 29 nov. 1849. Della vita modesta o povera che con ducevano gli esuli parla anche M. Amari nella lettera a S. Vigo, Parigi, 6 agoHto 1849, in D'ANCONA, Cart. di M. Amari, II, pag. 97. Vi accenna anche il LA FARINA, Storia della rivoluz. sic. e delle sue relazioni coi governi italiani e stranieri, Milano. 1860. II, pag. HI. Dei contributi mensili del Torre Arsa in favore degli esuli parla anche il CASANOVA, ROSS. stor. cit., XIV (1927), pp. 63*64.
(363) Sulla Ristori a Genova in quel tempo, v. , Guiccioii*. Nuove pagine, del diario inedito, in Nuova Antologia, 16 marzo 1933, pag. 164. Parecchie notizie sulla vita del teatro a Genova in quegli anni contengono le lettere del eonte Man-zone Giambattista, del 30 die. 1852; 31 genn., 10, 20, 25 marzo. 22 seti., 30 ottobre 1853.