Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
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1934
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pagina
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1265
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/ Fardello, di Torre Arsa 1265
accettato da tutti quelli che non seguono idee estreme ed avversano i moti repubblicani; a lui essi si riferiscono anche quando, negli atteggiamenti particolari del momento, ne possano, come vedremo, dissentire, e quanti sono tendenzialmente unitari e quanti si conservano autonomisti fino al 1860. Quindi si spiegano i tentativi per neutralizzare la sua azione o per averla preziosa collaboratrice.
Per le stesse ragioni, quanto era combattuto dagli avversari, tanto era stimato anche nelle sfere politiche dirigenti del paese che l'ospitava e nell'ambiente stesso della Corte in cui era vivo il ricordo dell'azione da lui spiegata tenacemente nel '48 per l'elezione del duca di Genova a re di Sicilia e per ottenere l'accettazione della corona. Se la presentazione di lui, insieme col Butera, a Vittorio Emanuele, nel marzo del 1854, pel tramite del Cavour, costituisce un'altra tappa di quell'avvicinamento alla Dinastia che, col conferimento del collare dell'Annunziata, ricompenserà le sue benemerenze patriottiche, ed un altro passo di quella lunga carriera politica che lo porterà al seggio presidenziale del Senato italiano in Roma capitale; d'altra parte quella presentazione, per la degnazione premurosa con cui fu accettata, sorpassando ogni riguardo di cerimoniale, dimostra, insieme col ricevimento al ballo di Corte a cui, col Butera, egli fu ammesso come il ministro del re di Napoli, verso quali personaggi si volgessero le simpatie del mondo ufficiale piemontese. Le parole rivolte ad essi da Vittorio Emanuele ce Siate sicuri, o signori, che la ospitalità della quale avete voluto ringraziarmi non vi verrà mai meno. Non ho mai abbassato i miei occhi dinanzi a nessuno, e spero che non avrò mai ad abbassarli per fatto proprio sono significative, sia per il momento di tensione per la questione degli emigrati rifugiatisi in Piemonte, sia per le persone a cui il sovrano le rivolse (374).
(374) Sull'incontro riferisce il Torre Area in una lettera a Giambattista del 16 marzo 1854. Le parole del sovrano sono riportato da G. MASSARI, La vita e il Regno di Vittorio Emanuele U, Milano, 1880, pp. 154*5. Sull'incontro, un articolo di G. TAORMINA, Vittorio Emanuele e i7 marchese di Torre Arsa, in Giornale di Sidlia, 2 febbraio 1890.